A Villagonia servono maggiori controlli delle Forze dell’Ordine: ingresso della ferrovia e aree limitrofe nuova zona franca per balordi e spacciatori di droga

la Stazione ferroviaria di Taormina

“Che quiete, c’è troppa quiete”. E’ la frase simbolo di una storico film poliziesco e veniva pronunciata in luogo dove il silenzio della desolazione faceva da sfondo a strani movimenti. Si sa che dalla finzione alla realtà il passo è lungo, eppure quella stessa espressione sembrerebbe perfetta per descrivere quanto accade di questi tempi in un posto simbolo di Taormina.

La Stazione Ferroviaria di Taormina è una delle più belle che si possano incontrare in Sicilia. Un pregevole fabbricato, di forma classica, in stile liberty, con un corpo centrale elevato a due piani, affiancato da due corpi laterali allungati. Le sale interne sono arredate con mobili in legno scuro in stile Ottocentesco e le pareti e i soffitti sono decorati con affreschi e decorazioni a rilievo. Nulla da eccepire anche sulla condizioni delle ferrovia per quanto riguarda la pulizia.

Da quelle parti, purtroppo, non c’è più la folla di gente che si vedeva un tempo quando i treni in transito erano molti di più. Una meschina e ingiustificabile politica di tagli imposta da Rfi con la compiacenza dello Stato ha soppresso diverse linee, massacrando il primo polo turistico siciliano e l’isola più in generale.

E così, oggi la Stazione Ferroviaria di Taormina è una luccicante scatola vuota. Una bellissima cattedrale nel deserto, che soprattutto nelle ore serali è diventata terra di nessuno. All’esterno, nella zona di ingresso della stazione, tutto può accadere e si vedono ogni sera cose strane. Decisamente molto strane.

Quando tramontano le luci del giorno e arriva la notte, fuori molto spesso non c’è nemmeno un taxi, ogni tanto passa qualche pullman. Chi si trova da quelle parti assiste, nel silenzio spettrale della desolazione, ad un continuo via vai a dir poco discutibile.

Oltre il normale traffico veicolare c’è di più. Auto che sostano proprio davanti alla stazione o nelle adiacenze ed osservano a lungo i passanti, in qualche caso addirittura cercando di richiamare l’attenzione altrui. C’è anche chi si ferma ma quando vede il passante che prende un telefonino in mano allora decide di allontanarsi di gran fretta. Giovani che a più riprese arrivano in zona, se ne vanno e poi tornano, come se avessero appuntamenti con qualcuno. E c’è chi arriva, ferma l’auto, e guardacaso fa scendere una donna nonostante siano le 23 o mezzanotte, e se ne va.

La sera di Ferragosto – solo per fare un esempio – una coppia di turisti è stata avvicinata da malintenzionati che li hanno invitati a salire in macchina, tra urla, insulti e parole di scherno. Alla fine, quando i malcapitati hanno detto che stavano chiamando la polizia, sono riusciti a far allontanare chi li infastidiva.

Se poi aggiungiamo la presenza quotidiana di un paio di mendicanti ed extracomunitari, il quadro si fa ancor più interessante.

Sarebbe, insomma, opportuno che le Forze dell’Ordine, che garantiscono ogni giorno la serenità e sicurezza dei cittadini residenti e turisti, delocalizzino alcune attività di controllo. Il centro storico di Taormina è importante: ma le zone decentrate lo sono ancor di più.

 Taormina è una città certamente sicura ed anche la rapina di sabato pomeriggio a Trappitello probabilmente è l’isolato gesto criminale di qualche imbecille ma fatti del genere vanno interpretati come il segnale che nelle aree decentrate c’è un pò di “spazzatura” da rimuovere.

Non ci scandalizziamo affatto per la presenza di qualche prostituta, che c’è sempre stata e ci sarà e d’altronde la cosa non riguarda più soltanto donne straniere ma anche diverse signore dell’hinterland che cercano nuove amicizie per nuovi “trenini”. In fondo – vuoi per un debole per lo zucchero a velo o vuoi per la crisi economica – lo fanno ormai in altri contesti anche diverse giovani ragazze della zona. E a Trappitello quanti appartamenti vengono affittati per caldi “randevouz” notturni…?

Il vero problema – diciamolo senza troppi giri di parole – è un altro. Non vorremmo che la ferrovia di Villagonia si trasformi in una zona franca del commercio di “polvere di stelle” ed attività affini. Perché l’impressione che diversi cittadini hanno è esattamente questa, in un paese dove la droga circola e non soltanto perchè la fanno girare i soliti balordi forestieri del sabato sera.

All’interno della Ferrovia, nella zona dei binari, la Polfer fa un lavoro puntuale ed ineccepibile, che va apprezzato e riconosciuto. Vorremmo, tuttavia, capirne di più sulle esatte competenze operative e i servizi di controllo delle varie forze di pubblica sicurezza nelle aree circostanti, cioè all’ingresso della stazione e nei dintorni.

Perchè la se la gente si sente in pericolo nelle serate di agosto, in un periodo di turismo e confusione, figuriamoci quale potrà essere lo scenario negli altri mesi.

E’ arrivato il momento di intensificare i controlli a Villagonia, in modo continuativo, con delle decisioni concordate e condivise tra le Forze dell’Ordine. Serve semplicemente un piccolo sforzo. Nell’interesse del cittadino, che da quelle parti oggi non si sente sicuro. E ha tutti i motivi per avere paura.

E dovrà fare la sua parte anche il Comune, che prospetta l’istallazione di una infinità di telecamere, per lo più inutili, in centro storico. Si dirà che è previsto un progetto denominato  “Tauromenion” con 20 o 30 telecamere da collocare in parte anche nelle aree periferiche in questione (Villagonia, Trappitello, Ospedale): vedremo poi come, dove e quando si realizzerà la cosa.

A Taormina si ha la brutta abitudine di pensare che sia vangelo dover dire “tutto va bene e tutto è apposto”, e per le voci fuori dal coro ci si affanna a minimizzare con un “non facciamo allarmismo”. C’è qualcosa da migliore: è giunto il tempo di farlo in fretta.

© Riproduzione Riservata

Commenti