Subito in crisi i rossoneri. Un colpo di testa di Costa basta alla Sampdoria per battere i ragazzi di Allegri

Massimiliano Allegri

Se il buongiorno si vede dal mattino, allora il Milan è già in crisi. E’ solo la prima giornata di campionato, ma i rossoneri, scossi da polemiche e incertezze sul futuro, cominciano la stagione perdendo in casa con la neo-promossa Sampdoria per 1-0 e, soprattutto, denotando dei grossi problemi di gioco e di amalgama.

Dopo un primo tempo praticamente privo di scossoni, Costa ha segnato di testa su azione d’angolo al 13′. Per il Diavolo, solo sfortuna con pali di Yepes e di Boateng al 90′.

La luce delle otto di sera, quella del tramonto, è perfetta per fotografare il Milan, questo Milan azzeratosi nel giro di quattro soli mesi. Nessuno si sarebbe aspettato da questo vernissage di campionato chissà quale vittoria, quale spettacolo di gioco: ma era lecito attendersi perlomeno una prova concreta, degna di una squadra che, rovesciata come un guanto e priva di punti di riferimento, debba ricominciare innanzitutto dalla grinta, dal senso di squadra e di coesione.

Ma quello che sconforta maggiormente chi ha seguito negli anni i rossoneri è annotare un livello tecnico poverissimo, mai così basso nella squadra che, anche in stagioni non contrassegnate dalle vittorie, ha sempre fatto della qualità del gioco e dei giocatori un suo segno di riconoscimento. Certo, poi ci sono anche la condizione fisica così così, le scelte tattiche di Allegri, ma quello che salta agli occhi è che molti giocatori rossoneri, anche non pressati, non riescono a domare il pallone, a porgerlo con i giri e la direzione giusta verso il compagno scelto.

Tre errori da categorie inferiori (due di Bonera e uno di Montolivo) consentono chances importanti nel primo tempo a Eder e Obiang: e fortuna del Milan è che anche la Sampdoria se ne sta molto sulle sue, attenta a mantenere l’ordine e le posizioni. Basterebbe una punta centrale mobile e veloce, con ogni probabilità, e almeno uno dei molti zeri dei primi 45 minuti di San Siro (zero gol Milan, zero Samp, zero emozioni, zero giocate, zero ritmo) si cancellerebbe.

A complicare la vita del Diavolo, oltre ai piedacci e a un’evidente difficoltà psicologica dopo i troppi terremoti estivi, c’è anche la disposizione scelta da Allegri per l’attacco, con Boateng che funge da punta centrale con Robinho a sinistra e El Shaarawy a destra. Il risultato è che il brasiliano, l’unico in grado di puntare l’uomo e cercare la porta, si ritrova sempre decentrato, mentre il ghanese, mancando gli spazi per piazzare i suoi inserimenti, risulta assolutamente nullo, così come il Faraone. Qualcuno lo dice nell’orecchio ad Allegri, che nella ripresa rimette il “Boa” al suo posto e Robinho libero di svariare a piacere.

Giampaolo Pazzini rileva El Shaarawy. Ed è subito gol, ma della Sampdoria: perché i Milan cambiano, ma non la cronica incapacità rossonera di patire le palle alte. E’ Costa, corazziere di fascia sinistra, a sbucare sopra Bonera e metterla là, in angolini irraggiungibili per un Milan che sfiora il pareggio su un’azione gemella (corner da destra, testata di Yepes, carambola tra Romero e palo interno) e che, a dispetto degli ingressi di Emanuelson prima e Constant poi, non riesce mai a innescare Pazzini, dai lati o dal centro.

Il Diavolo cerca di salvarsi dal naufragio ma Boateng trova un altro legno: è la prima, pesantissima sconfitta.

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