Saverio Romano: “Casini ha sacrificato la classe politica regionale per il suo accordo nazionale con Bersani”

Saverio Romano

Tirarsi indietro equivale a mettersi fuori gioco. Parola di Saverio Romano, esponente e deputato Udc di cui è stato responsabile regionale dal 2006 al 2010 ed oggi leader di quella parte che in contrasto con il segretario nazionale Casini si è staccata dando vita alla componente Popolari di Italia Domani.

Un’affermazione, la sua, che si riferisce alla partita che si appresta a giocare Nello Musumeci: “Non può rinunciare a vincere per contrasti tra Miccichè e il PDL – dichiara Romano alla Gazzetta del Sud. “Certo – aggiunge – ognuno cerca di spuntare un accordo più vantaggioso ma nessuno ormai può tirarsi indietro. Chi lo fa si mette fuori gioco”. E per quanto riguarda i Finiani di Fli precisa: “Mezzo partito andrà da Crocetta, altri rimarranno con Lombardo, Fini non riuscirà a convincerli tutti a votarsi al sacrificio”.

Una riflessione poi, va sinistra: “La loro partita è persa. E per l’Udc, strapersa. Casini ha sacrificato la classe politica dirigente regionale per il suo accordo nazionale con Bersani. Il Pdl gli aveva offerto la presidenza della regione ma lui ha perseverato nella svolta a sinistra. Io a suo tempo l’avevo capito, l’ho detto e ho spiegato le ragioni; ho litigato e sono stato messo alla gogna. Due anni dopo si realizza quanto avevo preconizzato. Non ha neppure puntato su un candidato del PD che potesse essere più accettabile per storia politica come D’antoni o Mattarella ma sull’ex comunista Crocetta, il più lontano dalla visione politica centrista. E l’Udc siciliana, senza capacità autonoma, ha dovuto eseguire. Io da segretario regionale le scelte nostre le comunicavo a Casini, non mi facevo imporre nulla”.

L’onorevole Romano sottolinea inoltre l’importanza di un attuale dialogo con Roma, in vista di accordi nazionali: “E’ naturale che da Roma si guardi alla Sicilia e viceversa. Quindi è normale che si tratti pure con un occhio alla legge elettorale prossima e all’attribuzione dei collegi. Se la coalizione si rafforza ora qui, l’effetto sarà trascinante pure alle politiche. Ma alla fine Miccichè, Lombardo, Alfano non potranno non convenire sul reciproco vantaggio di stare insieme.

Si è chiusa un’epoca irripetibile – aggiunge – e si apre adesso una pagina nuova. Di Lombardo non ci sarà un replicante, né ci sarà una fase come quella vissuta. Domani il presidente sarà un altro e l’appeal della presidenza ha sempre segnato il corso della politica. Musumeci è persona capace, fuori dalle beghe”. Un contesto nel quale Romano spera nella coesione dell’Ars, alla presidenza della quale non vede Miccichè: “Non credo ai ritorni, spesso fallimentari – conclude – ma da parte nostra, comunque, nessun veto”.

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