Perforazioni mirate all’utilizzo di energia geotermica vengono effettuate in area urbana nonostante il rischio ambientale. Eppure c’è già un precedente con Agip-Enel

i gravi rischi delle perforazioni a Napoli

Sulle pagine di Repubblica è stata pubblicato nei giorni scorsi un’intervista di Carlo Franco ad un noto vulcanologo napoletanto circa la perforazione in atto a Napoli, nella zona di Bagnoli. Prendiamo in considerazione la parte finale nella quale il vulcanologo esprime quello che lui sa delle finalità del sondaggio.

I vantaggi attesi riguarderanno: 1) il miglioramento del monitoraggio del bradisismo e maggiori conoscenze scientifiche sulla caldera dei Campi Flegrei; 2) la possibilità di sfruttare l’energia a fini elettrici o di riscaldamento.

Il vulcanologo, quindi, come tutti, da per scontato che la perforazione dei primi 500 metri è finalizzata alla realizzazione del sondaggio che dovrebbe raggiungere e superare i 3000 m di profondità per utilizzare l’energia geotermica del sottosuolo.

Si tratta di un progetto unico: l’uso della ricerca geotermica del sottosuolo della caldera flegrea. Nell’area di Bagnoli, pertanto, saranno realizzati impianti industriali che useranno i fluidi caldi e a pressione elevata che fuoriusciranno dal sondaggio. I gas dopo l’uso verranno inevitabilmente dispersi nell’atmosfera. I detriti del sondaggio porteranno in superficie materiali profondi che possono contenere elementi poco favorevoli alla salute umana. Sono cose risapute. Qualche sorpresa nel sottosuolo caldo si può sempre avere con conseguente fuoriuscita di fluidi profondi. Anche questi problemi rientrano tra le possibili sorprese.

Esperti vulcanologi sanno che una perforazione profonda di questo tipo non va fatta in area urbana se non si vuole incrementare il rischio ambientale. Meglio farla in area disabitata! E tutti lo sanno.

Sorvoliamo sul fatto che negli anni passati siano state già eseguite varie perforazioni profonde da AGIP-ENEL proprio per ricerche geotermiche che non furono ritenute possibili da attuare in sicurezza e con vantaggi economici.

Vi sono tecnologie più avanzate che consentono di fare quello che AGIP-ENEL non sono state in grado di attuare?

Se è così, possiamo testarle, ma sempre in sicurezza e non in area urbana!

Vi sono decine di impianti condominiali tra Ischia e i Campi Flegrei continentali che usano il calore della falda del sottosuolo per il riscaldamento domestico. Anche questo è risaputo. Io stesso molti anni fa proposi all’assessore Losa di realizzare un impianto per il teleriscaldamento di Bagnoli usando il calore della falda rinvenibile ad alcune decine di metri di profondità.

Si scopre una nuova “acqua calda” superficiale più tecnologica e inoffensiva? Benissimo! Che si valorizzi! Non c’è bisogno di effettuare una perforazione di migliaia di metri.

Per quanto riguarda il miglioramento del monitoraggio del bradisismo e il raggiungimento di maggiori conoscenze scientifiche sulla caldera dei Campi Flegrei è evidente che qualsiasi perforazione in area extraurbana della caldera può consentire di migliorare le conoscenze attuali. E di aree non abitate, nelle quali eseguire un sondaggio per sola ricerca scientifica, ve ne sono diverse.

Il vulcanologo dice che il sondaggio profondo, nella sua articolazione di un primo foro fino a 500 m circa e nella successiva perforazione fino ad oltre tremila metri, rappresenta un pozzo per ricerca geotermica (oltre che per ricerca scientifica)!

Un pozzo profondo in un’area geotermica, come previsto dalle leggi italiane, può creare problemi in superficie specie se questa è area urbana. Il sondaggio di 500 m rappresenta la base di quello profondo e non può essere considerato come un pozzo fine a se stesso. Per l’esecuzione di un sondaggio per ricerca geotermica la legge italiana prevede che si debba attuare la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale con uno studio approfondito e multidisciplinare che evidenzi tutti gli impatti possibili sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.

Quindi non bastano le dichiarazioni, le interviste anche di personaggi illustri: occorrono elaborazioni scritte, sottoscritte e “giurate” che possono essere studiate da cittadini, altri esperti ecc. come previsto dalla VIA. Dichiarazioni e interviste non possono sostituire le procedure VIA.

Questo mi sembra evidente. Non c’è spazio solo per le interviste che dicono cose sensate ma parziali e anche in buona fede: tanto gli autori non si assumono nessuna responsabilità! Ritengo che la procedura adotatta finora sia scorretta tenendo presente che il sondaggio si fa nella super caldera flegrea che a volte sta per scoppiare (come detto nella presentazione del progettto dell’Ingv quando fa riferimento all’ultimo evento bradisismico del 1983-85) per diventare poi docile e inoffenssiva quando si fa riferimento all’assenza di particolari problemi connessi alla perforazione.

Il primo obiettivo dell’Ingv è la sicurezza dei cittadini; obiettivo condiviso da coloro, come lo scrivente, che hanno sollevato perplessità circa la disinvoltura con cui si sta procedendo in area urbana. Invidia scientifica? Interessi nascosti? Incompatibilità tra quanto è previsto negli strumenti urbanistici e finalità della perforazione?

Al bando le offese, al bando le parole inutili: si deve agire sempre nella trasparenza, nel rispetto del buon senso, delle regole e ricordando di essere scienziati al servizio di tutti i cittadini e non di eventuali e particolari gruppi avvolti nella nebbia! Naturalmente l’Ingv è convinto di stare nel giusto!

Altri motivatamente pensano che l’operazione Perforazione a Bagnoli in area urbana sia stata avviata non correttamente? C’è modo e tempo per le adeguate verifiche! Non solo con le chiacchiere!

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