Dopo la caduta di Berlusconi ci si aspettava una proposta politica alternativa, invece il Pd sembra come lo ha definito Grillo: “un partito di zombi”

Pierluigi Bersani

Gli italiani si staranno chiedendo, dopo che è tramontata la stagione politica di Berlusconi, che fine ha fatto la sinistra? C’è ancora una sinistra in Italia? C’è ancora qualche superstite di quella che una volta era la sinistra?

Insomma sembra che Grillo in fin dei conti non abbia torto a definire il PD un partito di “zombi”. Le parole del comico, ironia a parte, sollevano la questione tutt’altro irrilevante della ormai ventennale crisi della sinistra di partito in Italia.

E la stessa risposta di Bersani che ha replicato alle provocazioni dei grillini (Vedo correre sulla rete frasi come “Siete cadaveri ambulanti, siete zombi, vi distruggeremo”. Sono linguaggi fascisti e a noi non ci impressionano. Vengano via dalla rete, vengano qui a dircelo) con un insulto appare come la manifestazione di impotenza di un leader mancato, che ha la consapevolezza del fallimento di un progetto politico, che non ha nulla da proporre e che non coglie la gravità del problema.

Bersani finge di ignorare che anche lui fa parte della casta e che giorno dopo giorno tradisce quei valori di uguaglianza e giustizia sociale, che in realtà vorrebbe incarnare. È un uomo di potere e di partito e qui è la contraddizione profonda tra ciò che dice e le idee che dovrebbe rappresentare.

Egli non esce la mattina a fare la spesa. Non ha il problema di dover pagare il mutuo o di dover vivere con mille euro al mese; egli nulla sa dei sacrifici della gente per sopravvivere nonostante la forte pressione fiscale e parla un linguaggio che la gente non capisce e che è tipico del burocrate e dell’uomo di apparato.

È questa purtroppo la “colpa” che Bersani sconta e che Grillo ha saputo mettere in luce. L’attuale sinistra di partito è composta di consumati uomini di potere, che non sanno intercettare il dissenso e non comprendono i problemi degli italiani. A questi signori della casta (in tutto simili a quelli degli altri partiti) non gliene “frega” nulla se il ceto medio-basso per tirare avanti risparmia anche sulla spesa.

Questa è la verità che Grillo racconta ed è molto difficile dargli torto! Si può condividere e non il suo progetto politico,  ma è innegabile che il comico ha ragione quando afferma che la nostra classe politica è lontana dai problemi della vita reale della gente e che in realtà non governa il nostro paese. Litiga, fa sofismi, ma non governa e per nascondere la propria incapacità si è affidata a dei tecnici, che non hanno alcuna visione del futuro e che ci stanno poco alla volta portando alla miseria.

Se Bersani fosse un vero leader dovrebbe meditare sulle parole di Grillo e cercare di correggere il tiro. Egli invece preferisce di arroccarsi su sterile posizioni e non riconosce legittimità ad un modo di fare politica che è diverso dal suo.

Il leader del PD ha fatto carriera attraverso i giochi di partito e non si è mai confrontato direttamente  con le masse. Non è capace di parlarne il linguaggio e non comprende i problemi della gente. Questo è il suo più grande limite ed anche del suo partito, che ha la responsabilità insieme al PDL di averci trascinato in una crisi senza precedenti e di appoggiare il governo Monti e le sue operazioni di macelleria sociale.

Ma se l’atteggiamento del PDL rispetto al governo Monti può essere giustificabile, in quanto il presidente del Consiglio ha garantito e garantisce l’attuazione di molti punti del programma della destra berlusconiana, non lo è affatto quella del PD che sotto l’alibi della responsabilità in realtà nasconde la condivisione delle operazioni di macelleria sociale poste in atto dal governo e che non riesce ad elaborare alcuna proposta alternativa per traghettare l’Italia fuori dalla crisi e per rilanciare i consumi e lo sviluppo.

Grillo ed in grillini da questo punto di vista hanno visto giusto. La sinistra di partito in Italia non è affatto una sinistra, in quanto ha smarrito la sua vocazione e non ha alcuna “intelligenza” dei problemi delle masse ed in nome del riformismo si è convertita al liberismo.

Bersani non avendo quindi nulla da proporre si limita a disputare con Di Pietro o con Grillo su questioni che per gli italiani sono del tutto irrilevanti. Ben altro ci si aspetterebbe da un vero leader di sinistra.

Il segretario del Partito Democratico dovrebbe pretendere che il governo (che il suo partito sostiene!) affrontasse subito la questione sociale e non la rimandasse più. Dovrebbe pretendere che si ponesse un freno alla politica dell’austerità. Dovrebbe chiedere a Monti di affrontare a testa alta la Merkel, anche a costo di uscire dall’area euro.

Ma queste questioni a Bersani non interessano. È troppo impegnato a difendersi dal “nemico”  Grillo che secondo la sua logica vuole togliergli il potere e nemmeno lo sfiora il pensiero di chiedere a Monti misure per calmierare i prezzi, per rilanciare il potere d’acquisto dei salari, per ridurre il costo delle case e degli affitti e dei trasporti e per rilanciare lo sviluppo.

Non sono questioni queste che interessano alla sinistra di partito di Bersani, che teme gli omini del web perché non fanno parte del suo partito e perché spesso raccontano una scomoda verità. Ed allora il segretario del PD, sulle macerie della sinistra di cui indegnamente è il leader, balbetta  frasi di accusa contro Grillo che nel bene e nel male ci sta dicendo che in Italia la sinistra non esiste più e che non c’è più nessuno a difendere i diritti della gente!

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