Decenni di erosione dei sedimenti hanno modificato l’assetto morfologico della spiaggia a sud dell’oasi naturale. Ecco una proposta per  recuperare il litorale con ripascimento artificiale e a difesa della ferrovia 

Anche in Sicilia si trovano spiagge, incastrate nelle coste alte, che costituiscono veri e propri monumenti naturali: un esempio è rappresentato dalle spiagge di Isolabella nel
Comune di Taormina.

C’è un problema, però: i sedimenti che costituiscono le spiagge sono “fossili” in quanto non vi è più una alimentazione naturale in grado di garantire la loro conservazione.

la spiaggia a sud di Isolabella, prima della seconda guerra mondiale
la spiaggia a sud di Isolabella attualmente

Lo studio delle modificazioni morfologiche delle spiagge di Taormina ha messo in evidenza che le spiagge prospicienti l’Isolabella, ed in particolare quella a sud, alcune decine di anni fa, erano significativamente più ampie e che sono andate via via diminuendo in relazione alle variazioni climatico-ambientali che hanno caratterizzato l’Area Mediterranea a partire dall’inizio del 1900. Evoluzione simile hanno avuto tutte le spiagge mediterranee.

Le significative modificazioni morfologiche subite dalla spiaggia a sud di Isola Bella in seguito all’erosione dei sedimenti della spiaggia sommersa ed emersa sono evidenti nelle figure seguenti.

Sollecitiamo i responsabili delle istituzioni pubbliche ad evitare la distruzione del nostro patrimonio ambientale autoctono costituito dalle spiagge che rappresentano la base fisica di diffuse attività socio-economiche e la difesa dell’ambiente antropizzato retrostante.

la spiaggia a sud di Isolabella: solo un piccolo tratto della parte nord può essere balneabile con difficoltà

L’evoluzione morfologica della spiaggia a sud di Isolabella ha causato seri inconvenienti alla linea ferroviaria che, nella parte centrale, è protetta da strutture artificiali.

La parte settentrionale della spiaggia è praticamente non balneabile in quanto affiorano massi e ciottoli di grosse dimensioni; la parte meridionale è pure non balneabile perché costituita da una scogliera bassa naturale.

Una delle più belle spiagge di Taormina, a sud di Isolabella, non rappresenta più una risorsa. L’erosione dei sedimenti minaccia anche la sede della rete ferroviaria. La spiaggia da risorsa si è trasformata in problema. I blocchi di calcestruzzo sistemati a difesa della linea ferroviaria rappresentano una “offesa ambientale” per il bellissimo contesto naturale costiero.

Inutile sottolineare che l’attuale assetto morfologico rappresenta un’offesa per una delle perle del Mediterraneo. Si può fare qualcosa per migliorare l’aspetto della costa riportando la spiaggia ad una forma che aveva alcune decine di anni fa e  contemporaneamente incrementare la spiaggia fruibile e garantire una valida difesa alla linea ferroviaria?

esempio di recupero della spiaggia a sud, ricostruendo la forma che aveva decine di anni fa

Si propone di effettuare un restauro geoambientale della spiaggia (vedi foto precedente) riportandola alle dimensioni che aveva nella prima metà del secolo scorso effettuando un ripascimento artificiale con sedimenti della stessa natura litologica di quelli esistenti attualmente sulla spiaggia.

Sulla scorta dei risultati delle ricerche eseguite su interventi più idonei a tutelare e valorizzare il patrimonio naturale, si può proporre una soluzione che preveda alcuni interventi tesi a restaurare la spiaggia così come risulta da fotografie storiche e dalle carte topografiche IGM del 1954.

I sedimenti, per garantire la stabilità della spiaggia restaurata, dovrebbero avere le dimensioni della ghiaia fine-media arrotondata (da 5 mm a ad alcuni centimetri di diametro).

La spiaggia è lunga circa 300 m ed il fondale è caratterizzato da limitata profondità fino ad alcune decine di metri dalla riva.

esempio di restauro geoambientale (immagine a destra) della spiaggia a sud di Isolabella ormai non fruibile dal punto di vista balneare

Come si può vedere nell’immagine sopra, l’erosione continua crea difficoltà anche alla rete ferroviaria di importanza strategica per i collegamenti lungo la costa orientale della Sicilia. Viene proposto anche un contenuto ripascimento della spiaggia a nord destinata alla progressiva erosione irreversibile.

E’ agevole, pertanto, effettuare il ripascimento. In via preliminare si stima che occorrano alcune decine di migliaia di metri cubi di sedimenti.

esempio di restauro geoambientale delle spiagge di Isolabella

In pratica si propone di accumulare i sedimenti selezionati dello stesso colore e granulometria di quelli attualmente presenti sulla spiaggia che possono essere reperiti lungo alcune aste torrentizie nelle parti pedemontane, a cavallo dello spartiacque peloritano, dove esistono ingenti volumi che stanno causando il progressivo sollevamento del letto delle fiumare.

restauro geoambientale della parte sud, dove l’erosione crea problemi di stabilità alla rete ferroviaria

La particolare morfologia della spiaggia, delimitata da promontori rocciosi a nord e a sud garantisce la stabilità dei sedimenti che in occasione delle mareggiate possono solo
spostarsi verso la parte nord o verso la parte sud della spiaggia in relazione alla provenienza delle mareggiate.

Naturalmente il ripascimento può restaurare una spiaggia con una ampiezza di circa 30 m mettendo a disposizione del turismo balneare circa 9000 metri quadri di nuova spiaggia che
incrementerebbe significativamente il patrimonio naturale di inestimabile valore per un’area rinomata come Taormina.

La spiaggia, inoltre, garantirebbe una valida e stabile protezione anche per la sede della rete ferroviaria. I rappresentanti delle istituzioni pubbliche devono conoscere l’importanza ambientale e socio-economica delle spiagge e rendersi conto che esse rappresentano aree di incomparabile bellezza naturale di significativa importanza per l’assetto socio-economico.

Non possono ignorare che le spiagge sono importanti monumenti ambientali autoctoni soggetti a modificazioni naturali (oltre a quelle causate dagli interventi antropici lungo le coste come i porti).

Altra caratteristica ambientale dell’attuale periodo di transizione climatica è costituita dal fatto che i corsi d’acqua non riescono più ad alimentare di sedimenti le spiagge in modo da contrastare la naturale erosione marina. Nella parte pedemontana di molte fiumare a cavallo dello spartiacque peloritano si stanno verificando significative modificazioni degli alvei torrentizi che stanno registrando accumulo di ingenti volumi di sedimenti che causano il sollevamento dell’alveo.

Gli amministratori pubblici devono conoscere quanto accade naturalmente sul territorio, nell’attuale periodo di cambiamento climatico, interessato da modificazioni rapide che non
avvenivano nei decenni passati.

Sollecitiamo a considerare i benefici di un restauro geoambientale duraturo e naturalistico delle spiagge più belle bagnate da acque marine non inquinate. Possono essere messi a punto interventi sperimentali sulla scorta di tutti i necessari studi che consentano di valutare attentamente gli impatti ambientali nell’ambiente fluviale e costiero.

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