Così il pm Teresa Principato sul boss mafioso che resta latitante e sembra godere di “aiuti molto importanti”

Matteo Messina Denaro

“Matteo Messina Denaro è sicuramente protetto da qualcuno a buon livello. Su queste coperture ci sono indagini in corso, ma purtroppo altro non posso rivelarle”.

Con queste parole il magistrato Teresa Principato, pm impegnata in prima linea nelle indagini sul boss di Castelvetrano, annuncia le ultime importantissime novità sullo stato d’avanzamento delle operazioni antimafia. “Matteo Messina Denaro è protetto a buon livello, su questo non ci sono dubbi e ora si sta indagando su queste protezioni”.

Dal pm arriva poi un duro atto d’accusa contro i vertici della Procura di Palermo che, privilegiando un’altra indagine, hanno compromesso anni di investigazioni su Messina Denaro.

“L’indagine è stata compromessa dalla dirigenza della procura e non dal ROS Detto questo, io non voglio mettere in discussione le decisioni del Procuratore Messineo, sono sue”- aggiunge.

Principato – come riporta Blogsicilia – ci tiene a precisare che invece non è stato il ROS a compromettere le indagini e sottolinea che è rimasta molto amareggiata dala scelta della dirigenza della Procura di Palermo di stoppare le indagini.

“E’ andato in fumo un lavoro durato due anni e mezzo, – sottolinea il pm – con la quotidiana fatica di 70 uomini che hanno veramente fatto l’impossibile. Si poteva fare tranquillamente un’altra scelta”.

Il magistrato sottolinea che l’ultimo blitz voluto dalla Procura di Palermo ha portato alla cattura di alcuni affiliati dei clan agrigentini ma ha bruciato alcune tracce che portavano al superlatitante Matteo Messina Denaro. “La dirigenza ha preferito privilegiare un’indagine a carico di estorsori e di capi, alcuni dei quali poi, peraltro, sono stati prosciolti” – conclude.

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