Attacco inaudito ai giudici: Conte e Agnelli adesso meritano il deferimento alla Disciplinare. Non è una novità in casa Juve la tecnica dell’agguato e alzare la voce. E’ il paradosso di chi ha sempre avuto voce in capitolo. “Ecco perchè ho denunciato Mazzoleni” 

Antonio Conte

E’ scandaloso ed assurdo che l’allenatore Antonio Conte ed il presidente della Juve, Andrea Agnelli abbiano usato toni da deferimento alla Corte Federale, pacificamente convinti di non avere alcuno che possa controllare il loro operato e che siano superiore ad ogni norma, offendendo l’operato della disciplinare ed i Giudici sportivi con accanimento inaudito e deleterio.

E’alquanto strano che la stessa Juventus, la quale ha elevato a modello lo spirito olimpico di Cammarelle, pochi giorni fa per difendere la vergognosa vittoria con “aiutino” del signor Mazzoleni, nella finale di Supercoppa italiana a Pechino, sia capace di sferrare un attacco violentissimo al sistema, tanto da determinare l’intervento irritato del presidente del Coni Gianni Petrucci, che speriamo voglia ottenere le giuste sanzioni da iscritti che calpestano le regole del calcio.

La tecnica dell’agguato e dell’alzare la voce non è nuova alla società torinese, la quale ha sempre pensato di alzare i toni quando le cose non vanno nel verso sperato per intimorire la Federcalcio, che deve repentinamente accogliere il patteggiamento del Conte o ridurre le sanzioni, pena pesanti attacchi concentrici di dirigenti e giornalisti, come già hanno inteso fare con i Giudici della Disciplinare.

La credibilità di questi “arroganti” è del tutto insussistente, se è vero come è vero che alla società Napoli Calcio ed al presidente Aurelio De Laurentis hanno chiesto un comportamento sportivo per una “rapina” subita, la quale è meglio precisarlo ha determinato un aumento del valore delle azioni juventine, in quanto la società è quotata in borsa ed il trend dalla supercoppa in poi ha consentito agli azionisti di guadagnare il 2/3 % ogni giorno da 0,18 si è passati a 0,22 per ogni azione, mentre pochi giorni dopo sono divenuti antisportivi e violenti contro la federazione, solo perché non ha ridotto la pena a Conte.

Non è la lealtà sportiva né la coerenza la regola della dirigenza juventina, ma la prepotenza di chi ha sempre avuto “voce in capitolo”.

Del resto, una società che conferma un allenatore sospeso, evidenzia la volontà chiara di infrangere le regole sportive, in quanto, come ha affermato Zeman, lo squalificato non può allenare durante la settimana la squadra, perché verrebbe meno il senso stesso della squalifica.

Ma vi è di più: La Juventus nel suo bilancio come dovrà considerare il costo dello stipendio di Conte, allenatore sospeso e quindi senza possibilità di ottenerlo ? Ricorrerà alla
falsificazione del bilancio medesimo?

Certo che la prepotenza di questi signori è l’ arroganza di chi si crede superiore alle regole e che può manovrare risultati, arbitri e scudetti con la più grande disinvoltura. E’ questo il motivo per il quale è necessario lottare per la giustizia ed andare fino in fondo per colpire eventuali malaffari, arbitri corrotti, frodi sportive ed altro che alterando i risultati di calcio,
determinando vantaggi enormi per scommettitori, calciatori scorretti che vendono la partita, arbitri, azionisti di società a danno dei tifosi, il popolo buono, sincero che arriva alle mani nei bar per difendere il suo amore, che viene calpestato e deriso da arroganti senza regole.

Era il momento buono per Agnelli e Conte di essere coerenti ed accettare la pena, del resto accolta parzialmente dal Conte che si era dichiarato disposto al patteggiamento, senza
diventare ridicoli agli occhi degli italiani.

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