L’impresa riduttiva e inadeguata di sintetizzare in poche righe il pensiero, le indicazioni e riflessioni di Silvano Agosti, grande regista e uomo di cultura. L’esempio di straordinaria intelligenza ed estro di “un essere umano”

Silvano Agosti

Sintetizzare in poche righe il pensiero, le indicazioni e le riflessioni di Silvano Agosti sulla “follia” disumana della organizzazione mondiale dominante, è un’ impresa riduttiva e inadeguata.

Leggendo i libri di Silvano Agosti, vedendo i suoi film, ascoltando le sue interviste, ciascuno di noi rimane “folgorato” dalla sua logica elementare e dalla sue proposte, distanti anni luce dalla nostra assurda vita quotidiana. Amico di Franco Basaglia ne ricorda le idee riferite ai “matti”, sui quali Silvano Agosti ha prodotto 3 film.

I bersagli principali della sua radicale denuncia sono le “gabbie”, assurde e disumane, nelle quali siamo costretti a vivere (7 miliardi di persone) e a morire (743.000/anno bambini per fame). Gettiamo tra i rifiuti 45.000 tonnellate di cibo “buono”, spendiamo cifre scandalose per le armi di guerra.

La prima gabbia è rappresentata dalla organizzazione scolastica dominante che produce perdita di sapienza e sottomissione permanente. Nel suo libro “Lettere dalla Ghirghisia”- immagina un’isola serena, inesistente ma possibile, in cui abitudini di vita, di lavoro, di consumo e di istruzione, siano organizzati e praticati secondo schemi liberi e volontari da bambini ed adulti; in cui il lavoro umano, con una produttività triplicata, possa ridursi a tre ore al giorno, per dedicare le altre ore al sonno, al cibo, alla creatività, all’amore , alla propria famiglia ed agli amici.

Ricorrendo all’immaginario, Silvano Agosti mette in luce l’assurdità e la disumanità della nostra vita moderna, del nostro lavoro alienante, di una istruzione coatta, irrazionale e improduttiva, tipica del sistema scolastico attuale. “Basta immaginare un’isola, perchè quest’isola incominci realmente ad esistere”, ci dice. E’ esattamente quello che serve alla società e alla scuola.

Il motto del ’68 ritorna attuale “L’immaginazione al potere”. Se una simile impostazione scolastica e formativa permanente fosse immaginata e condivisa, si tratterebbe di riorganizzare l’intero ciclo degli studi, dalle elementari fino all’Università, tutte le materie e le modalità di insegnamento ed apprendimento, in età scolastica e per gli adulti, in modo da formare cittadini impegnati, colti, sereni, responsabili, in ogni campo della vita associata e del lavoro. Queste sue idee sono richiamate anche in un mio precedente articolo dal titolo Costituzione e processi formativi.

L’altra gabbia è rappresentata dalla concezione, ristretta ed egoistica, della famiglia: entro questo termine dobbiamo includere tutto il genere umano, senza frammentazioni di razza, di religione, di ruolo (avvocati, notai, politici, giornalisti, ecc.) , che generano solo diritti parziali e contrapposti. Si tratta invece di diritti inalienabili, vitali e indivisibili, propri dell’essere umano in quanto tale. Anche la convivenza “coatta” è una gabbia da cui liberarsi nel segno di una amore basato su un incontro libero e cosciente.

Per garantire il lavoro e l’esercizio della creatività a tutti gli esseri umani – patrimonio straordinario del creato – bisogna ridurre l’orario di lavoro, sostituire il lavoro meccanizzato con quello della persona. Silvano Agosti dirige da decenni a Roma il cinema “Azzurro Scipioni”, offrendo film che rappresentano una alternativa di civiltà. Ci dice che oggi non esiste il “cinema”, ma l’”industria del cinema” ovvero l’industria della “esistenza”, dove tutto è merce e ricatto, mentre la vita è “gratuita”. Non esistono debiti pregressi da restituire (debito pubblico), come vogliono le banche e come recita il “Padre nostro” di emanazione cattolica.

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