Da Washington, per ora, non c’è richiesta formale d’estradizione. Ma il governo svedese fa sapere che non intende consegnare il fondatore di Wikileaks 

Julian Assange

Il governo svedese non estraderà Julian Assange negli Stati Uniti qualora per il fondatore di Wikileaks esistesse il rischio di una condanna a morte: lo ha dichiarato il vicedirettore per la cooperazione internazionale del Ministero della Giustizia di Stoccolma, Cecilia Riddselius, intervistata dal quotidiano tedesco Frankfurter Rundschau.

“Prima di decidere sulla possibilità di un’estradizione di Assange negli Stati Uniti, Washington dovrebbe garantire che in nessun caso il condannato sarebbe giustiziato” ha ribadito Riddselius, sottolineando che la giustizia statunitense non ha adottato alcuna iniziativa formale per sollecitare l’estradizione, né presso le autorità svedesi né quelle britanniche.

Assange, ricercato dalla magistratura svedese per due presunti casi di violenze sessuali, si è rifugiato nell’Ambasciata dell’Ecuador il 19 giugno scorso, dopo che l’Alta Corte britannica ne aveva autorizzato l’estradizione; negli Stati Uniti potrebbe essere tuttavia accusato di spionaggio e rivelazione di segreti di Stato.

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