“Spending review” entra in azione nella villa dell’ex ministro leghista sui colli bergamaschi. Il servizio di security vedeva impegnati tutti i giorni otto tra agenti e militari. Lui replica: “adesso sono un uomo libero”

Roberto Calderoli

I tagli annunciati dal ministro Cancellieri a Ferragosto cominciano ad avere qualche effetto.

Spending review in azione nella Villa sui colli di Mozzo (Bergamo) dell’ex ministro Roberto Calderoli. Tolta infatti la scorta che vegliava giorno e notte la residenza del leghista (anche quando lui non era in casa) formata da otto tra agenti e militari, che è costata in due anni 900mila euro. “Sono tornato un uomo libero”, lui ci scherza.

Come scrive “Il Giorno”, Calderoli ha però aggiunto “di provare ancora qualche preoccupazione. Potrebbe arrivare un kamikaze e farsi saltare in aria come a Milano nel 2009”. Il presidio fisso era stato disposto dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Bergamo, essendo Calderoli nel mirino degli estremisti islamici fin dal 2006, a seguito della famosa vicenda della maglietta con la caricatura di Maometto.

La decisione del Viminale è stata subito accolta con approvazione dai sindacati di polizia: “Abbiamo vinto una battaglia. La decisione di togliere il presidio fisso non può che lasciarci soddisfatti”, affermano.

“Siamo fiduciosi che anche a livello centrale l’amministrazione abbia iniziato a rivedere i servizi di tutela e scorta alle personalità senza naturalmente mettere a repentaglio – dichiara anche il sindacato Ugl polizia di Stato di Bergamo – l’incolumità e la sicurezza di quanti sono effettivamente a rischio”.

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