Secondo nuovi studi erbacce e parassiti sviluppano a loro volta nuove resistenze. Necessarie nuove misure

la minaccia dei pesticidi sui cibi

La coltivazione di organismi geneticamente modificati (ogm) consente davvero di ridurre l’uso di pesticidi, grazie alle speciali immunità da parassiti delle sementi biotecnologiche?

E’ stato da sempre un ‘mantra’ delle compagnie che producono frutta e verdura ogm, come la Monsanto e la Basf, ma oggi gli esperti non sono affatto così sicuri.

“La maggior parte dei raccolti ogm usano più pesticidi, non meno”, ha spiegato all’Huffington Post David Pimentel, professore emerito alla Cornell University. “I pesticidi hanno un impatto sulla salute dannoso, provato e documentato”, ha affermato Marcia Ishii-Eiteman, ricercatrice per l’organizzazione non-profit Pesticide Action Network, “il segreto sporco dei raccolti geneticamente modificati è che aumentano terribilmente l’uso dei pesticidi”.

E Charles Benbrook, capo-ricercatore dell’Organic Center in Oregon, ha anche quantificato quest’aumento, in uno studio sugli effetti delle colture Ogm: sulla base di dati del dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti è emerso che l’aumento è stato oltre 200.000 tonnellate in 16 anni.

La resistenza agli erbicidi (usati per ridurre le erbacce nei raccolti) e ai parassiti, infatti, ha avuto un effetto complesso nel tempo: dopo alcuni anni di riduzione, l’uso di erbicidi e insetticidi per avere raccolti più ‘puri’ è cresciuto fortemente, perché le erbacce stesse e i parassiti si sono ‘rafforzati’, sviluppando resistenza ai chimici; Le proiezioni di Benbrook sono preoccupanti: ad esempio entro il 2019 la quantità di erbicidi del tipo 2,4-D (un componente del famoso ‘Agente Arancio’ usato nella guerra del Vietnam) potrebbe aumentare di 73 volte.

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