A Borgo Ticino squillo nude sulla strada per avere la meglio sulla “concorrenza”. Riesplodono subito le polemiche e ritorna l’eterno dibattito: perchè non legalizzare il mercato del sesso come in altri Paesi?

lucciole a Borgo Ticino

Completamente nude a passeggio sul selciato al lato della carreggiata. Così sono state trovate cinque prostitute romene, tra i 20 ed i 25 anni, a Borgo Ticino, in provincia di Novara.

Troppo caldo? No, probabilmente volevano solo sbaragliare la concorrenza delle altre lucciole.

A scoprirle sono stati i carabinieri del posto che le hanno denunciate per atti contrari alla pubblica decenza.

Il caso riapre un’annosa questione e quella che sembra, insomma, essere la “guerra delle prostitute” nel nostro Paese.

Un esempio è proprio la località di Borgo Ticino, dove per bloccare il fenomeno dilagante della prostituzione, gli ultimi due sindaci hanno firmato un’ordinanza di divieto di transito, dalle 22 alle 6 su alcune strade periferiche.

“Bisogna attivarsi – dice il vicesindaco Giovanni Orlando – una cosa del genere non si era mai vista prima, ma credo che il problema della prostituzione debba essere visto in un contesto più ampio, non limitato a un singolo comune. Fatte salve, ovviamente, le competenze delle forze dell’ordine”.

Il problema è di tante località in tutta Italia. E c’è l’immancabile dibattito tra chi vorrebbe bandire in modo assoluto le lucciole dalle strade e chi ritiene che il mercato del sesso vada regolamentato.

Non è blasfemo pensare che si potrebbe regolarizzare la prostituzione trasformandola da attività illegale in un lavoro autonomo da tassare (per la felicità dello Stato…).

Sino ad oggi l’Italia è uno dei paesi occidentali che sulla prostituzione hanno scelto la strada del proibizionismo. Ma, alla fine, questo ha anche fatto aumentare in modo esponenziale ed incontrollato il fenomeno, consegnandolo nelle mani della criminalità organizzata.

L’effetto quindi è l’assoluta illegalità e la mancanza di controlli, anche sanitari, con diffusione di malattie che si trasmettono con i rapporti sessuali. Secondo alcuni dati il virus Hiv colpisce in alcune città una persona ogni dieci giorni e, su quattro nuovi casi, tre sono maschi.

Regolarizzare la prostituzione significherebbe da un lato fare emergere un’attività in nero che, una volta tassata come lavoro autonomo, porterebbe gettito nelle casse dello Stato. Dall’altro i controlli sanitari contribuirebbero in modo significativo al monitoraggio dell’Aids, che nell’80% dei casi si trasmette per via sessuale.

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