Coppia di Roma tenta di non pagare il conto in un noto ristorante: la “tecnica” era un allontanamento a turni. Ma il cameriere si accorge della scena e rovina il piano

cena con tentata truffa a Taormina

 Beffa sfiorata nei giorni scorsi per i gestori di un noto ristorante a Taormina, che solo grazie all’intuito e la prontezza di un cameriere hanno sventato la cosiddetta “truffa della forchetta”.

Una coppia, originaria della zona di Roma, con il figlio di 4 anni e la figlia di 12 anni, ha comodamente consumato la cena, con tanto di pesce fresco della casa e senza farsi mancare alla fine neppure il dessert. Tutto normale sino a quando la figlia è andata via per prima, come se avesse un appuntamento. E’ al momento di pagare il conto che sono iniziate, a tutti gli effetti, le “grandi manovre”.

L’uomo, nel corso della serata mostratosi sorridente e piuttosto loquace, ha sorriso ai camerieri in sala dicendo loro che aveva bisogno di uscire un momento a fumare, lasciando il piatto del dolce – per altro già mangiato in buona parte – con forchetta a bordo piatto. Il classico “alibi” insomma di chi vuole dare l’impressione che sta ancora consumando il pasto e si è preso una pausa.

Poco dopo, come raccontato dal personale del locale, la moglie ha detto al bambino: “cerchi papà? vai da lui, è fuori”, indicando al piccolo di andare verso l’ingresso del ristorante.

A quel punto l’ultimo atto della “sceneggiata” con la donna che riceve una telefonata e si indaffara per far capire che non c’è campo e spostarsi per poter parlare meglio: così, guardacaso, anche lei si porta verso l’entrata. Ad insospettire un cameriere è stato il gesto della donna, che ha portato con sè la borsa: perchè non lasciarla al tavolo se in fondo si trattava soltanto di una breve conversazione?

La famiglia si è insomma ricongiunta all’ingresso del ristorante e si apprestava ad imboccare un vicolo sito nelle vicinanze per allontanarsi definitivamente. Proprio il dipendente del locale ha preso l’iniziativa chiamando a voce alta “mister, mister, il conto!”. Non avendo ottenuto risposta li ha raggiunti e invitati a riportarsi dentro il locale altrimenti avrebbe chiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine.

Evidentemente maldestra la risposta dell’uomo: “è un equivoco, stavamo ritornando, il bambino voleva prendere una boccata d’aria”. Alla fine i coniugi sono dovuti rientrare e pagare il conto. Avranno fatto lo stesso anche altrove?

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