Monito tedesco. E il settimanale Spiegel scrive che la crisi sarebbe peggiore di quanto finora calcolato

stop agli aiuti per la Grecia

Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha escluso l’eventualità di un nuovo programma di aiuti per la Grecia, anche se il Paese si trova “in una situazione molto difficile”. 

“Non può essere aiutata, non possiamo varare ancora un altro programma, ci sono dei limiti”, ha affermato Schaeuble davanti a visitatori e giornalisti, nella giornata delle porte aperte nel suo ministero a Berlino.

Intanto proprio il settimanale Der Spiegel annuncia che la crisi grca sarebbe ben peggiore di quanto si pensi.

Il prodotto interno lordo della Grecia è diminuito del 20% in 4-5 anni e il tasso di disoccupazione ha raggiunto livelli record. Atene ha ottenuto due prestiti per un totale di 240 miliardi di euro da quando è scoppiata la crisi del debito in Europa e adesso sta tentando di sanare il bilancio con il varo di un drastico piano di riforme. “Molti ci stanno dicendo di chiudere un occhio nei confronti della riduzione del debito per salvare l’euro – ha detto Schaeuble – ma questo potrebbe solo rinviare il problema a domani”.

La crisi greca è peggiore di quanto finora calcolato, scrive da parte sua il settimanale tedesco Der Spiegel: al governo di Atene mancano ancora 14 miliardi di euro e non 11,5 miliardi come previsto finora.

Questa correzione al rialzo dei tagli necessari per risanare il bilancio, causata in primo luogo dalle mancate privatizzazioni, è emersa negli ultimi controlli effettuati dalla troika dei creditori della Grecia (l’Unione europea, il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea), scrive il settimanale che cita fonti vicine alla troika.

Da questi calcoli e dai colloqui a settembre con le autorità greche, dipende lo sblocco, o meno, della prossima tranche di prestito attesa da Atene, per un valore di 31,5 miliardi di euro, fondamentale per la sopravvivenza della Grecia all’interno dell’euro. Per ottenere semaforo verde il governo greco dovrebbe quindi tentare di varare un piano di tagli per il 2013 e 2014, non più di 11,5 miliardi di euro ma di 14.

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