L’ex comandante della Costa Concordia al telefono con Kevin Rebello, fratello di una delle vittime del naufragio all’Isola del Giglio: “la verità deve ancora uscire fuori”

«Non sono l’unico colpevole». Francesco Schettino, l’ex comandante della Costa Concordia affondata il 13 gennaio davanti all’isola del Giglio, torna a far parlare di sé, con una telefonata a Kevin Rebello, fratello di Russell, il cameriere indiano il cui corpo non è ancora stato ritrovato.

A raccontarla alle telecamere del Tg1, è stato lo stesso Kevin: «Squilla il telefono, vedo un numero diverso, rispondo. Lui si presenta come Francesco Schettino. Abbiamo parlato 45 minuti, è andata bene».

C’è comprensione, nelle parole di Kevin: «Sta passando una fase molto più difficile di noi. Io ho capito il suo dolore, lui ha capito il mio. Mi ha invitato al suo paese: “Se vuoi puoi venire quando vuoi, mi fa piacere conoscerti di persona”. Anche a me».

Schettino ha cercato anche di spiegare che cosa sia successo durante il naufragio: «Abbiamo parlato di quella notte, lui mi ha detto: “Non sono l’unico colpevole”. Mi voleva far capire che ci sono tante persone, che ancora tutto deve uscire fuori». Il comandante avrebbe anche aggiunto: «Io ero lì sullo scoglio. Stavo guardando la nave, non capivo cosa dovevo fare».

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