Rimane irrisolto il “giallo” della dubbia potabilità dell’acqua. Il Comitato civico scrive al Prefetto e i cittadini ora minacciano di non pagare le bollette

polemiche e apprensioni sulla potabilità dell’acqua

 Sotto il sole di ferragosto si arroventa la polemica sulla dubbia potabilità dell’acqua a Taormina. I cittadini ora “minacciano” di non pagare la bolletta per un servizio che non viene ritenuto idoneo e preannunciano richieste di risarcimento.

Il Comitato Civico “Impegno sociale Taorminese”: “non tollerando più silenzi ingiustificati e per risolvere l’annoso disservizio”, annuncia: “ci rivolgeremo alle autorità competenti, Prefetto, Asp, Corte dei Conti, Adiconsum”.

“Ci chiediamo e domandiamo – afferma la dott.ssa Giovanna Muccio (biologa nutrizionista), presidente del Comitato – quale arcano mistero intorbidisce l’acqua di Trappitello. Dopo il 23 luglio 2012, il fenomeno si è ripetuto e la notte del 4 e del 6 agosto è stata interrotta di nuovo l’erogazione dell’acqua; la mattina seguente dai rubinetti sgorgava acqua torbida, che nel pomeriggio, chi sa per quale alchimia è tornata apparentemente limpida. Qualcuno ci vuol spiegare cosa sta succedendo? Il disservizio continua a causare danni economici in quanto paghiamo interventi che non sembrano essere stati risolutivi e bollette per un’acqua che a periodi risulta non potabile; danni alla salute pubblica perché quest’ acqua viene utilizzata per l’igiene personale, per lavarsi i denti e per pulire la verdura; inquinamento ambientale per l’uso sproporzionato di bottiglie di plastica. Il Comitato dice basta!”.

La gente non nasconde la propria apprensione e teme che l’acqua possa creare scompensi gastroenterici (anche se va detto che sinora non sono stati accertati casi in tal senso).

“Per quanto riguarda i fatti di questi giorni e dunque i distacchi nelle ore notturne – spiega il dirigente comunale del Servizio Idrico, Giovanni Coco – è opportuno chiarire che sono stati determinati da normali guasti verificatisi da sempre nel periodo estivo e riconducibili ad una fase di maggior consumo d’acqua sul territorio”.

La vicenda, in ogni caso, sembra destinata a far discutere ancora a lungo e la svolta resta un “sogno proibito”.

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