“Voglio imparare nuove cose”. Rap italiano negli Usa. Ma il 6 settembre si esibirà a Modena per Pavarotti e il 22 a Campovolo per aiutare l’Emilia colpita dal sisma

Jovanotti

Jovanotti fa la le valigie e se ne va in America. Per aggiornarsi, rimettersi in gioco e perché no, anche cantare. “Non vado a prendere l’Oscar o le copertine dei giornali – ha detto l’artista a Repubblica – Vado un anno in America per rappare in italiano nella terra dei rapper veri”.

Al traguardo dei 46 anni, l’entusiasmo e la voglia di nuovi stimoli, non mancano affatto in uno dei più “energetici” cantanti della scena italiana e internazionale, che ritorna negli States, ma stavolta per un periodo relativamente lungo.

“A me questo mestiere piace da pazzi. E io ho voglia di crescere, di imparare cose nuove, questa volta mi sono detto, proviamo a passarci un intero inverno. La mia famiglia rimarrà a New York e io andrò in giro a suonare dovunque posso”.

Lorenzo Cherubini è pronto a sperimentare o ritrovare sensazioni nel suo Paese adesso non più possibili: “In Italia non mi sarebbe concesso arrivare come un anonimo in un locale e fare un deejay set. Qui lo posso fare, e devo misurarmi senza rete, senza contare sul successo. Anche cantare un pezzo che magari in Italia è un successo pazzesco e in America non lo conosce nessuno, è strano, ma elettrizzante, significa rimettere in gioco tutto”.

Jovanotti se ne va. Lontano, ma non del tutto: due “incursioni” previste per il 6 settembre a Modena nel concerto tributo a Luciano Pavarotti a cinque anni dalla scomparsa e poi il 22 settembre a Campovolo per il concerto per l’Emilia colpita dal sisma. In più i fan potranno godere a novembre dell’uscita di un album raccolta dei suoi successi, con alcuni inediti.

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