Gli operatori economici richiamano il “modello Milano” e chiedono lo stop all’iter del balzello sui pernottamenti. Ma l’altra imposta la pagherebbero anche i residenti. E si riaccende l’eterno dibattito. Cosa farà il Consiglio?

continua la querelle sulla tassa di soggiorno

La tassa di soggiorno sembra già un capitolo “superato” a Taormina. Tutti ne parlano e si arroventano tra pareri discordanti, non è nemmeno entrata neppure in vigore eppure gli albergatori restano “vigili” sulla spinosa questione e lanciano adesso al Comune una nuova proposta: stavolta non si tratta del semplice sì o no al balzello che dovrebbe essere introdotto in base all’iter ipotizzato. E così Italo Mennella, presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina (e che a Palazzo dei Giurati è anche assessore al Turismo) ha ventilato ora l’opportunità di una “tassa di scopo”.

“Sarebbe meglio percorrere questa strada. D’altronde in questi giorni, anche in altri contesti l’indirizzo strategico emerso è questo. Anche a Milano, dove la crisi economica nel nostro settore è tangibile, si sta cercando di avviare un tale dibattito per fare in modo che si sostituisca il balzello fisso sui pernottamenti, con un’imposta che guardi, invece, a programmi concreti d’intervento. I progetti da realizzare con i soldi incassati dovrebbero essere preventivamente studiati”.

La cosiddetta “tassa di scopo” è un’imposta che cioè è legata alla realizzazione di precisi investimenti da parte dei Comuni. La misura servirebbe a fornire a Palazzo dei Giurati la liquidità necessaria per realizzare opere pubbliche, dalle strade alle piazze, per intenderci o anche alla messa in atto di servizi destinati all’accoglienza. In situazioni analoghe, la tassa è stata proposta in varie parti d’Italia, ma era studiata in modo tale che si potesse finanziare solo il 30% dell’opera, mentre per il resto si doveva attingere alle casse comunali. In ogni caso, gli albergatori si dicono disponibili ad un eventuale incontro con l’Amministrazione per studiare ancora la spinosa materia. Sulla stessa posizione anche Confindustria Turismo e Alberghi.

“La tassa sulle presenze – ha dichiarato il presidente regionale Sebastiano De Luca – entrerebbe in vigore, qualora dovesse essere esitata dal Civico consesso, in vista del prossimo anno. Se, invece, passasse l’ipotesi della tassa di scopo, invece, bisognerà studiare anche le modalità di riscossione di una simile richiesta di esborso”. C’è comunque una differenza non da poco tra le due tasse. “Si tratta di un’imposta – afferma Mennella – che dovrebbe, comunque, essere sborsata anche da tutti i residenti”.

L’imposta di scopo colpirebbe quindi pure i cittadini residenti, mentre il peso della tassa di soggiorno andrebbe a ricadere esclusivamente sui turisti, che rappresentano gli utenti che utilizzano e si servono delle infrastrutture locali ben più degli stessi abitanti del luogo. Di questi tempi i taorminesi non sarebbero particolarmente contenti di sobbarcarsi il peso di un’altra tassa. E lo conferma, in effetti, la lunga scia di polemiche che si è subito scatenata sulla possibile manovra Imu, con la quale il Comune vorrebbe recuperare le somme necessarie per pareggiare il bilancio.

Intanto l’appuntamento con la tassa di soggiorno, che è all’odg del Consiglio comunale ma deve ancora essere discussa in aula, è ormai inevitabilmente slittato al 2013. A meno che non subentrino altri scenari: come la tassa di scopo..

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