Due scosse a Tabriz, distrutti 60 villaggi. Si teme lo stesso sisma del 2003 che ha provocato 31 mila morti

la catastrofe in Iran

Un terremoto ha colpito l’Iran: due scosse, di magnitudo 6,2 e di magnitudo 6.0 della scala Richter, sono state registrate a Tabriz, città iraniana di un milione mezzo di abitanti nel nord-ovest del Paese.

Secondo le prima notizie i morti sarebbero almeno 80, e i feriti oltre 400. Lo ha dichiarato un responsabile iraniano alla tv di Stato. ”Ci sono 30 morti a Ahar, 40 morti a Varzeghan, dieci morti ad Haris e poi 400 feriti”, ha dichiarato Khalil Saie, capo del Centro delle catastrofi naturali dell’Azerbaigian orientale, aggiungendo che ”60 villaggi sono stati distrutti al 60-80 per cento e quattro al 100 per cento”.

Saie ha anche lanciato un appello alla gente perché ”non si faccia prendere dal panico”. ”Gli aiuti arrivano e i soccorritori sono già in zona”, ha assicurato. Funzionari locali hanno comunque raccomandato alla popolazione di non dormire in casa stanotte, anche se gli edifici sembrano agibili, perché potrebbero verificarsi altre scosse di assestamento. Finora, secondo l’agenzia di stampa Isna, dopo le prime due scosse molto forti, ne sono state registrate altre dieci.

Secondo le autorità della regione colpita, ”sessanta villaggi hanno subito gravi danni e hanno bisogno d’aiuto. Sono fonte di preoccupazione”, perché non si riesce ad avere un’idea esatta della situazione.

L’Iran è situato su diverse importanti faglie sismiche e ha registrato in passato devastanti terremoti. Il sisma più devastante degli ultimi anni è stato nel dicembre 2003: uccise 31.000 persone (un quarto della popolazione) nella città meridionale di Bam.

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