Accolto l’appello di Napolitano, i due partiti hanno promesso un’intesa sulle riforme per la nuova legge

Pier Luigi Bersani e Angelino Alfano

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ma l’appello di Giorgio Napolitano a trovare una rapida intesa per la nuova legge elettorale non è caduto nel vuoto. Almeno a parole.

Il giorno dopo il richiamo del Colle, infatti, il Partito democratico e il Popolo della libertà si sono messi sull’attenti e hanno promesso di raggiungere l’obiettivo a settembre, al massimo ottobre.

Da una parte con Luciano Violante e dall’altra con Fabrizio Cicchitto, sono arrivate le prime indicazioni precise sui paletti della nuova legge.

Tra questi la soglia per i piccoli partiti: per entrare alla Camera si dovrebbe superare uno sbarramento nazionale del 5 per cento. «Ci sono ancora aspetti non secondari da precisare ma su questa base si possono raggiungere gli obiettivi che sembrano condivisi», ha spiegato Violante.

L’appuntamento è per fine agosto quando è previsto che si riunisca il comitato ristretto della commissione Affari Costituzionali del Senato. Tutti lo indicano come l’incontro decisivo al quale i gruppi non si presenteranno a mani vuote o con pregiudiziali paralizzanti.

«Sì ce la possiamo fare», ha detto Cicchitto: «Giorno più, giorno meno entro settembre», ha spiegato il capogruppo Pdl, secondo il quale bisogna però superare il punto di frizione rappresentato dall’assegnazione del premio: il Pdl chiede che vada al partito più votato e non alla coalizione vincente. Anche Maurizio Gasparri ha aperto al confronto: la nuova legge «si farà e sicuramente a settembre».

La scelta di Pd e Pdl in favore di una legge che potrebbe penalizzare chi rimane al di fuori degli schieramenti, ha dato nuovamente occasione ad Antonio Di Pietro per attaccare il fronte che sostiene il governo: «Si sta cercando di fare una legge elettorale che isoli i partiti che non sia allineano», ha sottolineato il leader Idv.

E il capogruppo Idv al Senato, Felice Belisario, ha sostenuto che quella a cui stanno assistendo gli italiani sia solo una «squallida telenovela» che non porterà a nulla.

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