Marilena Parenti è stata chiamata per subentrare in Parlamento ad Antonello Soro ma lei ha detto “no”: “voglio restare a Londra, è una scelta di vita”. Si era candidata con il Pd, oggi è recruit manager in Expedia

Marilena Parenti

Marilena Parenti non è una delle donna famose della politica italiana. La sua è la storia di una persona comune, che aveva scelto di impegnarsi in politica per passione, lontana dalle luci della ribalta. 

Il suo coraggio e la sua determinazione nel dire “no alla casta, l’hanno trasformata adesso in una piccola grande icona di quel femminismo che antepone i sentimenti, gli affetti e i propri sogni a tutto il resto, che vuole realizzarsi davvero e non rinuncia alla sua identità: nemmeno se la tentazione è quello di uno stipendio facile.

Ecco perchè la scelta di Marilena merita di essere raccontata e c’è da chiedersi quanti avrebbero fatto come lei in un’analoga situazione.

“Devo essere onesta con me stessa: rischierei di fare male due cose, la deputata e la mamma. Preferisco dedicarmi a mia figlia, nascerà tra tre mesi. È più importante”.

Il 7 giugno scorso la democratica Marilena Parenti, 37 anni, lombarda di Brembio, ha ricevuto una telefonata inaspettata di Dario Franceschini: «Complimenti! Entri a Montecitorio, al posto di Antonello Soro, che va alla Privacy». «Sono onorata Dario, ma temo di non poter accettare. La vita mi ha portato da un’ altra parte». «Sei proprio sicura?», ha provato a dissuaderla il capogruppo. «Prenditi un pò di tempo per pensarci», l’ ha consigliata persino il segretario Pierluigi Bersani.

«Ne abbiamo parlato più volte, erano un po’ stupiti. Il mio compagno mi ha detto che mi avrebbe supportata qualsiasi decisione avessi preso, ma io sentivo che non lo volevo più fare. Ho detto no. Una scelta privata».

Marilena Parenti  – come riporta “I segreti della casta” – non ha mai messo piede a Montecitorio. Nei prossimi giorni l’aula accetterà le sue dimissioni. Quando si candidò nel 2008 aveva 32 anni ed era nello slancio di una promettente carriera politica: baby-consigliere comunale Ds, consigliere provinciale, presidente del Pd a Lodi a trent’ anni. Fu ben inserita nella lista della circoscrizione Lombardia 3, risultando poi la prima dei non eletti. Ma quattro anni possono essere tanti nella vita di una persona. Con una laurea in lettere nell’ agosto del 2008 è emigrata a Londra, trovando un lavoro da recruit manager in Expedia, con responsabilità per tutta l’ Europa.

A Londra lavorava già il suo compagno, italiano:a febbraio la scoperta di essere incinta. Dice: «La politica è una grande passione di famiglia, a livello locale lo puoi fare solo se ci credi davvero. Lì impari come concretamente possa cambiare la vita reale delle persone. Non pensi che un giorno, da un piccolo paese del Basso Lodigiano, tu possa essere eletta alla Camera». Eppure dice no alla serie A della politica. «Perché questa chiamata non coincide più con le mie aspirazioni di allora. Dovrei sconvolgere la mia esistenza. In azienda mi hanno appena promossa nonostante avessi il pancione. Ho trovato un equilibrio che sarebbe un errore spezzare, e poi le stagioni cambiano». Per venire a Roma si sarebbe dovuta licenziare, perché il suo contratto, come molti nel Regno Unito, non ammette l’ aspettativa per le cariche pubbliche. «Ma dopo avrei probabilmente trovato un altro lavoro. Non è questo che mi ha fatto propendere per il no».

Alla fine Bersani le ha scritto una mail nella quale diceva di rispettare la decisione; «una lettera piena di empatia», sintetizza la Parenti. Il 29 luglio le sue dimissioni sono arrivate sulla scrivania del presidente Fini. Al suo posto subentrerà Ezio Zani. Ha visto che stipendi alla Camera? «Non ho visto un euro dell’ indennità, non so nemmeno se mi spetti, ma se mi arrivasse la girerei in beneficenza».

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