Contropiede dell’impresa: affidata la riscossione di un decreto ingiuntivo da 4 mln ad un’altra ditta. La Giunta si oppone a “fari spenti”: bagarre in Consiglio comunale

Impregilo cambia strategia

Impregilo prova a spiazzare il Comune di Taormina sul lodo parcheggi. A sorpresa, infatti, l’impresa ha ceduto ad una società per il recupero crediti la titolarità di riscossione del decreto ingiuntivo da oltre 4 milioni di euro in atto al Tribunale di Taormina.

Come si sa, Impregilo reclama complessivamente 40 milioni ma adesso sta scegliendo la strada dei “piccoli passi” per riuscire ad ottenere le somme vantate. La Cassazione ha disposto che il processo per il filone principale del lodo – nel quale Impregilo chiede 21 milioni di euro – andrà rifatto in Corte d’Appello e aspettando quel momento, Impregilo ha ripensato la propria strategia legale, muovendosi ancor più determinata di prima sugli altri due fronti processuali che potrebbero costare al Comune di Taormina quasi 12 milioni di euro.

Nei mesi scorsi il Tribunale di Trappitello ha, appunto, assegnato 4 milioni 382 mila euro a Impregilo. Tale ordinanza del giudice concerne un decreto ingiuntivo di “provvisoria esecuzione parziale” e nel dispositivo è stata ammessa la prova orale e la causa per l’espletamento della stessa, che si terrà nell’apposita udienza del 31 ottobre. Dopo quella data, se verrà confermata l’efficacia del decreto, la tesoreria comunale potrebbe essere costretta a dare esecutività al pagamento dei 4 milioni.

E, così, nei giorni scorsi è stato notificato a Palazzo dei Giurati un atto con il quale l’Amministrazione viene informata che Impregilo ha optato per la cessione di credito. In questo modo dovrebbe ora essere la nuove ditta ad attivarsi per riscuotere i 4 milioni del decreto ingiuntivo.

La notizia è stata data in Consiglio comunale, dal presidente Eugenio Raneri che ha aspramente criticato l’Esecutivo per non aver subito informato i consiglieri di questi importanti sviluppi.

Il Comune di Taormina, ad ogni modo, ha attivato le procedure di opposizione a questo passaggio del credito.

Il “pericolo” per la casa municipale è che lo stesso scenario possa verificarsi, sempre a Trappitello dove c’è un’altra richiesta avanzata da Impregilo contro il Comune per un ulteriore riconoscimento danni dell’importo di 7 milioni 200 mila euro. Si prospetta un autunno cruciale per il destino del Comune di Taormina, già appeso ad un filo.

Ad un passo dal dissesto, la spinta verso il disastro economico rischia di arrivare proprio da Impregilo. Il bilancio ha 8 milioni di euro di debiti al 31 dicembre 2011, ai quali potrebbero aggiungersi le somme di questo lodo. Entro fine mese verrà, intanto espletato in municipio il bando per l’individuazione del componente della commissione di collaudo Impregilo. Un passo che da parecchio tempo ormai veniva sollecitato dal presidente del Consiglio e sollecitato dagli avvocati che difendono il Comune e dalla direzione dei lavori. A quel punto il Comune potrebbe infatti quantificare il dare-avere con Impregilo e presentare la propria richiesta di risarcimento danni (si parla di una possibile contro-richiesta del Comune ad Impregilo di 40 milioni).

Sembrano, invece, ancora lunghi i tempi per la parte principale del lodo. In primo e secondo grado di giudizio era prevalsa Impregilo, poi la Cassazione, il 16 giugno 2010 accolse il ricorso del Comune contro la sentenza (n. 323 /2003) della Corte d’Appello di Messina favorevole alla società milanese, stabilendo che proprio in quest’ultima sede si dovrà tenere un nuovo processo. La lite infinita continua.

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