Dopo la scomparsa della moglie l’attore aveva deciso di tagliarsi le vene: “mi ha salvato l’amore dei miei figli”

Lando Buzzanca

Lando Buzzanca sta riscuotendo grande successo in tv su Raiuno con la fiction Il restauratore, ma ha rivelato di aver attraversato un momento buio durante le riprese quando ha perso sua moglie e di aver pensato di farla finita.

In un’intervista a Gente l’attore ha raccontato il suo dramma: “Se ho finito di girare è stato solo grazie ai miei figli. Sono stati loro a restituirmi la voglia di lavorare, e soprattutto quella di vivere, dopo che, durante le riprese di questa serie, a novembre 2010, ho perso la mia adorata moglie Lucia: un brutto male l’ha strappata al mio cuore”.

Buzzanca interpreta Basilio, ex poliziotto diventato restauratore nella serie con Martina Colombari e la Rai, visti gli ottimi ascolti, sta già pensando a una seconda stagione. L’attore però in seguito al dolore per la perdita della moglie aveva pensato di abbandonare il progetto ed era arrivato al punto di volersi uccidere.

“Non avevo più voglia di fare niente, volevo lasciare il lavoro, tutto – ha raccontato al settimanale – invece i miei ragazzi, Mario e Massimiliano, mi hanno scosso: papà devi lavorare, la mamma lo vorrebbe. Ma hanno fatto anche molto di più. Io pensavo di farla finita. Avevo già preparato tutto: avevo riempito la vasca di acqua calda, ero pronto a entrare e a tagliarmi le vene. E a fermarmi sono stati loro. Proprio in quel momento sono entrati in casa e hanno cominciato a cercarmi: papà, dove sei?”. Mi hanno trovato in bagno e mi hanno bloccato”.

Nel ruolo che ha interpretato sul piccolo schermo ha messo molto di se’ e ha rivelato di aver trovato molte similitudini con la sua vita reale: “Lucia è morta domenica. Martedì ci sono stati i suoi funerali. E mercoledì sono tornato al lavoro per girare la scena in cui Basilio, uscito dal carcere, va al cimitero sulla tomba della moglie. Che scherzo del destino. Avevo voluto inserire io quella scena nella storia quando Lucia era ancora in vita. E in quel momento fiction e realtà si erano sovrapposte. Girai quella scena con la forza della disperazione, recitai 11 monologhi, uno dopo l’altro, con foga incredibile, la troupe era sgomenta. Poi tornai a casa, e mi abbandonai al mio dolore urlando con tutta la voce che avevo”.

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