Consiglio dei Ministri approva soppressione di 220 sedi distaccate: non c’è più niente da fare per Trappitello

soppresso il Tribunale di Trappitello

Alla fine la “sentenza” che condanna il Tribunale di Taormina alla chiusura è arrivata.

Il via libera del Consiglio dei ministri al provvedimento sulla revisione della geografia giudiziaria non ha colto di sorpresa gli ambienti della “Perla dello Jonio”, dove da tempo ci si era ormai rassegnati alla soppressione della sede distaccata del palazzo di giustizia, ubicata a Trappitello (220 in tutto gli uffici giudiziari soppressi in Italia). Ora c’è anche l’ufficialità.

Si sono salvati in Sicilia soltanto i tribunali nelle zone ad alto rischio di criminalità e sono stati così confermati i presidi giudiziari di Caltagirone e Sciacca: niente da fare per tutti altri.

Lo scorso giugno la Seconda sezione del Tar di Catania, con apposita ordinanza, aveva già respinto un ricorso presentato dai Comuni del comprensorio di Taormina e dall’Ordine degli Avvocati di Messina, che chiedevano la “deroga al criterio ordinario di trattazione degli affari tra il Tribunale di Messina e la sezione di Taormina per l’assenza di magistrati togati”. I Comuni che hanno intrapreso le vie legali, insieme a Taormina, sono stati Castelmola, Gaggi, Giardini Naxos, Graniti, Letojanni, Limina, Motta Camastra, e con essi numerosi avvocati del foro di Messina, tutti firmatari di un’azione nei confronti del Ministero di Giustizia. Ciò però non è valso a nulla.

Non ha sortito la svolta nemmeno l’appello lanciato per una mobilitazione a difesa del tribunale dal Centro Diritti del Cittadino. Sul Tribunale di Trappitello cala il sipario.

© Riproduzione Riservata

Commenti