Cilona attacca, Corvaia replica ma interviene anche D’Urso.  Scontro aperto sulla spesa del Comune di Taormina per un servizio che si avvicina ad un bivio

la querelle sul servizio N.U.

Quanto costa la raccolta rifiuti a Taormina? Sulla questione che sta destando da tempo aspre discussioni in città, è scontro in Comune.

Il consigliere Salvo Cilona attacca e alle sue dichiarazioni replicano l’assessore all’Ecologia, Nunzio Corvaia, e dall’assessore al Bilancio, Fabio D’Urso.

“Chiederò un abbattimento dei costi e le spese superflue e, nello specifico – afferma Cilona -, la voce che va rivista immediatamente a ribasso è quella del servizio raccolta rifiuti e smaltimento in discarica. La raccolta costa troppo al Comune di Taormina e la si può invece garantire con ottimi risultati con un aggravio minore del 25-30% per le casse municipali. Oggi si spendono 4 milioni 750 mila euro, quando invece nel 2007 lo stesso servizio costava 3 milioni 200 mila euro. Lo ricordo bene perchè allora ero assessore e la spesa complessiva veniva anzi effettuata a fronte di una raccolta ed un conferimento maggiore. In un momento cosi difficile anche Taormina deve adeguarsi alla spending review e ne riparlaremo molto presto quando arriverà in Consiglio il bilancio di previsione”.

“Il consigliere Salvo Cilona si lamenta e parla di cifre ma quando era lui assessore – replica Corvaia – pagavamo più di oggi. Con lui i costi nel 2007 erano 3 milioni 607 mila euro invece oggi la perizia è 3 milioni 610 mila euro ma c’è +1% di Iva da pagare. Adesso diamo un servizio 24 su 24 ore con la stessa somma mentre allora venivano fatte 6 ore e 40 minuti. I problemi li abbiamo ma la città è più pulita. Il resto è soltanto una polemica strumentale da campagna elettorale. Cilona non ha argomenti per fare questi attacchi e li fa senza avere dati di fatto a supporto di quanto dichiara”.

“Cilona – afferma D’Urso – sostiene che il Comune spende 4 milioni 750 mila euro e che nel 2007, con lui assessore, il servizio costava 3 milioni 200 mila euro, ma non è così. Ho chiesto agli uffici di recuperare la perizia di Messinambiente del 2007 e il costo già allora era di 4 milioni 200 mila euro comprensivi del confermento in discarica, con assessore proponente Cilona. Allora eravamo insieme in Giunta e quella delibera l’abbiamo votata entrambi. Poi si è passati a 4 milioni e 500 mila euro e il Consiglio comunale ha tagliato 250 mila euro con un emendamento. Non è vero, in ogni caso, che ci sia stato un incremento di Un milione e mezzo La colpa di questa situazione, semmai, non è mia nè di Cilona ma dell’Amministrazione Bolognari che ha fatto quel contratto. “Le somme – conclude D’Urso – sono aumentate perché i contratti collettivi nazionali prevedono rivalutazioni. Ai cittadini dobbiamo dire la verità. Stop alla “storiella” sull’aumento del 40% dei costi di Messinambiente”.

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