Quello stesso giorno la Corte Costituzionale tedesca si pronuncerà sulla legittimità dell’Esm, l’Olanda andrà al voto e Barroso presenterà il progetto Unione bancaria

moneta unica al capolinea

Il terremoto, stavolta, ha una data esatta: 12 settembre 2012. E colpirà tre città: Bruxelles, Berlino e L’Aia.

E’ questo il giorno che potrebbe segnare la salvezza o il definitivo tracollo dell’euro; quello che è stato definito il D-day della moneta unica.

Il fittissimo calendario di appuntamenti internazionali è tutto concentrato in 24 ore.

Determinante sarà la pronuncia della Corte Costituzionale tedesca sulla legittimità degli acquisti di bond e sul cosiddetto Fondo salva Stati Esm.

La già precaria stabilità della politica economica europea potrebbe vacillare se il ricorso presentato dalla Linke verrà accolto. Il nodo sarà sciolto mentre gli occhi di tutto il mondo saranno puntati anche sull’Olanda che si troverà davanti a un’altra, fondamentale, scadenza. Il 12 settembre, infatti, andrà alle urne con l’incognita degli euroscettici, forti della campagna elettorale a sostegno del premier uscente liberalconservatore Rutte al grido “niente aiuto a chi sperpera”.

Ma il punto di svolta sarà segnato anche a Strasburgo. E sempre il 12 settembre. Qui si delineeranno i percorsi dell’Europa con la probabile presentazione, da parte del presidente della Commissione José Manuel Barroso, dell’Unione bancaria (con la supervisione unica affidata alla Bce). La novità dovrebbe venire illustrata durante il discorso programmatico sullo stato dell’Unione. Un intervento atteso dai leader mondiali e dai mercati perché, alla luce del risultato delle elezioni olandesi e della pronuncia della Corte costituzionale di Karlsruhe, potrebbe innescare le più disparate reazioni.

Secondo Matis Stevis, che ha analizzato la situazione sul Wall Street Journal, il D-day potrebbe rappresentare “il simbolico inizio di una nuova stagione di crisi per l’euro”. A segnare il declino potrebbe esserci anche, il 13 a Cipro, l’incontro tra i ministri delle Finanze della Ue e il successivo vertice informale a Nicosia.

A questo proposito Stevis ricorda che proprio in quel momento il Paese ospitante – che ha la presidenza europea di turno per il semestre – starà trattando il suo salvataggio. Ci sono poi l’Italia e la Spagna, le cui condizioni subiranno evoluzioni notevoli nei prossimi giorni.

Stando sempre all’analisi del Wall Street Journal, in vista del 12 settembre, Madrid potrebbe chiedere al fondo europeo (in questo caso, l’Efsf) di acquistare le sue obbligazioni, e Roma di conseguenza potrebbe modificare la propria politica economica. Il vero nodo da sciogliere, comunque, resta quello sul Meccanismo di stabilità europeo Esm e la pioggia di ricorsi che lo accompagnano contando anche quelli presentati nelle ultime settimane da parte di cittadini, accademici e parlamentari, alcuni dei quali appartenenti proprio al partito della cancelliera tedesca Angela Merkel.

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