Nelle stime sull’efficienza del sistema giudiziario in ambito Ue ormai siamo addirittura al 26esimo posto

la giustizia italiana è un disastro

Burocrazia complessa, tangenti, rapporto falsato tra impresa e giustizia. Senza contare la qualità dei servizi sempre più bassa. Tutti ingredienti che hanno fatto risultare l’Italia ultima per efficienza del sistema giudiziario tra i Paesi dell’Unione Europea (ultima di 26 per la precisione).

È quanto emerso mercoledì 8 agosto dal rapporto sulle determinanti dell’economia sommersa realizzato dall’Ufficio studi di Confcommercio, in base all’elaborazione di dati del World economic forum e della Banca mondiale.

Nella ricerca dei fattori che sono alla base dell’evasione fiscale l’associazione ha, infatti, messo a punto un indicatore composito, in cui rientrano i diversi aspetti del rapporto impresa-giustizia.
Sono stati considerati, infatti, la presenza di un quadro normativo di riferimento efficiente, la diffusione di pagamenti irregolari e tangenti, i tempi di attesa della giustizia nella soluzione dei problemi legati all’attività economica, la complessità delle pratiche burocratiche legate alla giustizia.

Nel confronto tra l’Italia e gli altri Paesi sono stati presi a riferimento gli Stati che presentano evidenze statistiche attendibili su questi fenomeni. Si tratta di Paesi che fanno parte dell’eurozona, dell’Unione europea e di Paesi fuori dai confini del Vecchio Continente, come Usa, Canada, Giappone, Australia e Messico.

L’Italia è in coda nella classifica sul grado di complessità della burocrazia a livello internazionale: nel 2010 si è piazzata al 26esimo posto. «Il nostro Paese», si legge nel rapporto «soffre in maniera accentuata di eccessiva burocrazia». In Italia «la percezione di come lo Stato risponde ai cittadini-imprese è rimasta sostanzialmente invariata nell’ultimo decennio».

E l’Italia nella diffusione di pagamenti irregolari e di tangenti occupa in una classifica di 26 Paesi, europei ed extra-europei (come Usa, Giappone) uno tra i primi posti. Hanno fatto peggio solo la Slovacchia, il Messico e la Grecia.

Secondo lo studio nel confronto con altri Paesi europei ed extra europei la qualità-quantità dell’output pubblico in Italia è tra i peggiori, ricoprendo il terzultimo posto, mentre la Finlandia è il Paese con la migliore percezione dell’output pubblico

Inoltre l’Italia è in ultima posizione per qualità complessiva delle infrastrutture e al quartultimo posto per qualità ed efficienza delle istituzioni. Per l’adempimento degli obblighi fiscali in Italia occorre un numero di ore quasi cinque volte superiore a quello del Lussemburgo.

Secondo l’analisi della Confcommercio, l’Italia è risultata ultima per efficienza del sistema giudiziario in una classifica di 26 Paesi. Inoltre, negli ultimi 10 anni, il tempo di attesa per una sentenza di fallimento o di insolvenza è raddoppiato: si è passati da uno a quasi due anni, comunque quasi cinque volte i tempi dell’Irlanda e il doppio del Regno Unito.

Nel campo dell’istruzione, a una percezione abbastanza positiva della qualità della scuola primaria, fa riscontro una minore performance del sistema educativo superiore, anche a causa della scarsa diffusione del web all’interno delle scuole. Solo sul versante della sanità si registra un risultato positivo.

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