Corsa contro il tempo per chiudere un accordo con l’Alitalia: la crisi ora si sta ripercuotendo sui servizi

il futuro di Windjet ad un bivio

Ore di “passione” per la Windjet, la compagnia low cost catanese impegnata da giovedì scorso in una corsa contro il tempo per chiudere un accordo con l’Alitalia. L’intesa è vicina. La firma del nuovo contratto viene ormai data per imminente.

I legali delle due società lavorano per chiudere al massimo entro 24-48 ore. Anche perché il presidente dell’Enac Vito Riggio ha chiesto di fare in fretta, dando altre 24 ore di tempo prima di revocare la licenza di volo e dunque fermare gli aerei.Il vettore siciliano non ha le risorse per continuare a operare. Solo l’acquisizione da parte di Alitalia, salverebbe la ‘creatura’ di Antonino Pulvirenti dal fallimento.

La crisi di liquidità si ripercuote inevitabilemente sul servizio e dunque sui passeggeri. Wind jet, su richiesta della stessa Alitalia, ha continuato a staccare biglietti. Ma il sì condizionato alla fusione alla fusione tra le due compagnie arrivato dall’Antitrust il 18 luglio ha cambiato le carte in tavola rispetto all’accordo siglato nel mese di aprile. Alitalia ha fatto retromarcia, perché le prescrizioni le sottraggono tre slot sulle rotte siciliane, le più remunerative. Wind jet nel frattempo ha anche avviato le procedure di mobilità per i 504 dipendenti e ridotto la flotta da 12 a 5 airbus. Da qui il caos in quasi tutti gli scali italiani in cui opera la low cost siciliana.

Nelle scorse ore sono stati registrati pesanti ritardi, ma voli garantiti, tra gli scali di Venezia e Verona con Catania. Al ‘Marco Polo’ di Venezia, il volo IV595 delle 22.05 è stato però spostato di tre ore a poco dopo l’una di notte. Per quanto riguarda il ‘Catullo’ di Verona il Windjet IV528 che doveva atterrare nel capoluogo scaligero alle 13.50 è giunto invece alle 15.39.

Dal ‘Catullo’, invece, l’IV529 che da orario doveva decollare alle 14.30 è invece partito alle 16.10. Slittamenti d’orario anche all’aeroporto di Fiumicino, con ritardi che in alcuni casi sono arrivati anche a 7 ore, tra la rabbia dei passeggeri, per lo più siciliani che rientrano a casa per le ferie d’agosto ma anche turisti molti dei quali con bambini piccoli al seguito.

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