Si discute della querelle Monti-Germania anzichè pensare all’eco tremenda che avranno 20 anni di malgoverno: a pagare non sarà chi ha impoverito il nostro paese ma i  cittadini e le famiglie italiane

l’Italia sempre più in crisi

Ancora una volta oggi abbiamo assistito ad un nuovo atto del teatrino della politica italiana. I fedelissimi dell’ex premier hanno alzato la voce perché l’attuale presidente del Consiglio ha detto la sacrosanta verità, cioè che il Governo Berlusconi, che al momento sostiene anche l’attuale governo Monti, ci ha condotto sull’orlo della rovina.

Ma la battuta di Monti, infelice o infelice che sia, ha distratto l’attenzione (forse volutamente”) dell’opinione pubblica sul provvedimento più importante del giorno, ovvero l’approvazione della Spending review.

Insomma la frecciatina all’ex premier ci ha distratto ancora una volta dalla realtà e ci ha impedito di riflettere sul fatto che a pagare i danni di 20 anni di malgoverno non saranno coloro che hanno impoverito il nostro paese, ma sono i cittadini e le famiglie italiane.

I parlamentari del PDL così zelanti nel difendere l’ex premier perché, mi domando, non sono intervenuti nel chiedere una revisione della spending review in favore delle classi più povere e che realmente colpisse chi si è arricchito sulle nostre spalle in questi anni?

Perché non chiedono che chi ha rubato paghi? Perché non chiedono che ci sia una ridistribuzione della ricchezza che potrebbe portarci fuori dal guado?

Se la politica di Monti non è assolutamente condivisibile, è anche vero che poco a poco fa emergere piccole grandi verità e ci fa capire che purtroppo siamo “ostaggio” della Germania e che il vero male è nell’attuale maggioranza parlamentare di destra, sinistra e centro che è incapace di rappresentarci e altro non è che una casta che difende i proprio privilegi.

Si tratta di una classe dirigente che da destra a sinistra è incapace di proporre qualunque rinnovamento e che ora rispolvera il fantasma dell’anti-berlusconismo, che ormai non ha più alcun senso,  per riproporre vecchi personaggi e per  nascondere i veri problemi.

Si tratta di una classe politica che non ha la dignità di assumersi la responsabilità di scelte che ci hanno condotto alla rovina, e che rapace com’è non si preoccupa di programmare il futuro ma solo di difendere ad oltranza la propria esistenza e a cui non importa se il paese va alla malora.

Questa sera i telegiornali italiani  non hanno aperto con l’approvazione della Spending review e con le sue drammatiche conseguenze; in prima pagina c’era la notizia dello scivolone di Monti e del perdono di Berlusconi che puntualmente è stato concesso, dimenticando di parlare dei provvedimenti approvati oggi dal governo.

È  questo purtroppo lo stato delle cose. Stasera i vari programmi di approfondimento non faranno altro che fare la dietrologia delle azioni dell’ex premier; non si farà altro che parlare delle gaffe, ammesso che lo siano per davvero!, di Monti. Sotto silenzio passeranno totalmente o quasi in parte i tagli fatti dal governo ed il fatto che la nostra produzione industriale è ormai in un calo senza precedenti.

Su tutto questo dovremmo tutti noi riflettere. L’Italia può ripartire se non cambia il nostro  modo di intendere anche l’informazione e soprattutto se non si recupera un nuovo senso etico del nostro agire e se non va a casa l’attuale classe politica italiana.

C’è bisogno di un rinnovamento totale che parta innanzitutto dalla società, che ponga al centro della discussione  non più la finanza ma i cittadini. Oggi l’informazione italiana, dando risalto alla battuta di Monti su Berlusconi (che pur dice una grande e terribile verità) e dimenticando di parlare adeguatamente delle conseguenze della spendig review e del collasso della nostra produzione industriale, è venuta meno al suo compito etico e morale.

Ha dimenticato di dire che siamo dinanzi ad una brutta pagina della nostra storia come paese, e che se il benessere dei cittadini e delle famiglie non ritorna al centro della discussione politica  c’è ben poco da fare.

Due mali purtroppo giorno dopo giorno ci stanno divorando.   Da un lato la speculazione finanziaria e dall’altro una politica incapace di emanare provvedimenti che consentano alle famiglie di respirare e di ridurre il costo della vita.

I consumi non possono ripartire perché tutto costa troppo: l’assicurazione dell’auto, i trasporti,  i generi alimentari, gli affitti delle case, gli immobili. C’è la necessità non che si continui a tagliare indiscriminatamente, ma di ritornare all’economia reale e di favorire il potere d’acquisto delle famiglie.

A questi due mali purtroppo se ne aggiunge un terzo: un’opinione pubblica che è si è formata negli ultimi cinquant’anni non sulla discussione delle idee e sull’elaborazione di soluzione concrete, ma sui programmi televisivi e che ormai è abituata a vedere tutto ridotto a show mediatico. Sembrano mali diversi, ma si legano profondamente tra loro. Perché l’Italia rinasca non abbiamo bisogno di tagli da ragioniere, ma di idee, di programmi, di visione del futuro, di meno slogan e più discussione.

Ma di tutto questo non si parla. Non è argomento degno di un Tg nazionale. La vera notizia è battuta o presunta tale di Monti. Insomma scene da solito teatrino italiano e non da un paese che vuole voltare pagina.

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