Nel destino dell’Euro l’esempio lampante delle differenze tra l’informazione di “casa nostra” e quello americano

i controsensi della stampa italiana

Semplicitá e chiarezza sono cose difficili da trovare nella stampa italiana. Questo perché le cose semplici tendono ad offendere l’intelligenza di una buona parte di giornalisti ed intellettuali. Apparentemente, i loro cervelli vengono azionati solamente da cose complesse ritenute allo stesso elevato livello del loro intelletto.

A bloccare la semplicitá vi é una specie di soglia di sbarramento che agisce prima di poter entrare in un qualsiasi emisfero encefalico. Non per nulla in Italia, gli americani vengono sminuiti e dipinti come bambinoni e sempliciotti, per la loro abilitá nel ridurre sempre in soldoni concetti astrusi.

L’esempio piú recente é dato dal commento di un giornalista del Sole 24 Ore che definisce “troppo semplice” un’analisi della Bank of America Merrill Lynch basata su di una teoria formulata da un premio Nobel.

Secondo l’applicazione della “Teoria dei giochi”, se saltasse l’euro l’Italia ne trarrebbe il massimo vantaggio. Ma avverte Enrico Marro su Il Sole 24 Ore, “Attenzione peró: quella di Bank of America Merrill Lynch è una simulazione divertente ma molto, troppo semplice. Quasi un gioco sulla teoria dei giochi. La realtá é un’altra cosa”.

L’analisi intitolata “Game theory and euro breakup risk premium” é stata sviluppata da due esperti della divisione cambio-valuta della BofA Merrill Lynch, David Woo e Athanasios Vamvakidis, basandosi sulla “modern game theory” molto usata nel campo dell’economia di mercato e per la quale 8 matematici hanno vinto il premio Nobel “memorial”, tra cui John F. Nash, che ha dato il nome alla “Teoria dei Giochi ed Equilibrio di Nash”.

Inoltre, i due esperti della BofA affermano una cosa condivisa da molti osservatori e cioé che “solamente un euro debole puó salvare l’euro”.

Immagino che un intellettuale italiano avrebbe anche scartato come troppo semplice –– pertanto offensiva –– la celebre formula di Albert Einstein alla base della teoria della relativitá, E=mc2.

Meglio se questa fosse stata presentata facendo riferimento alla situazione politica italiana dove “E” rappresenterebbe le grandi alleanze, “m” la massa critica necessaria per vincere le elezioni, “c” la velocitá con cui Silvio Berlusconi vorrebbe andare alle urne. Il tutto tenendo conto degli elementi “m2” (Mario Monti) piú “d” (Mario Draghi/Bce), il tutto diviso per “M” (Merkel) e sottraendo  (quota di sbarramento). Il tutto moltiplicato per il fattore “S” (spread).

Pertanto la formula di Einstein per essere apprezzata dall’intellighentia italiana dovrebbe essere riformulata nel modo seguente: E = (S)[ (mc2) – (m2 + d) ]/M – 

E questo sí che é un concetto all’altezza degli intellettuali italiani da poter prendere sul serio, non quello dei sempliciotti americani!

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