La Giunta sta pensando ad una manovra da 2,5 milioni: albergatori e commercianti pronti ad alzare le barricate. “Così l’Amministrazione ci soffoca, non si può risanare il bilancio con i soldi dei cittadini. Trovino altre soluzioni” 

il Comune aumenterà l’aliquota Imu?

Operatori economici in subbuglio a Taormina sulla possibile manovra del Comune, che ipotizza l’aumento dell’aliquota Imu (da 7.6 a 8,9) sulla seconda casa e le attività commerciali, per far fronte al debito da Un milione e 600 mila euro del bilancio annuale.

Dura presa di posizione di Confindustria Sicilia Alberghi e Turismo, il cui presidente regionale Sebastiano De Luca invita il Comune a desistere dall’intenzione di applicare il preannunciato prelievo da 2,5 milioni di euro.

“Ci rendiamo conto che il Comune debba far fronte alla propria situazione debitoria – afferma De Luca – ma il “limone” l’abbiamo spremuto all’inverosimile. Gli imprenditori hanno già dato tutto quello che potevano dare. Molte aziende non sono riuscite a pagare nemmeno la prima rata Imu e adesso apprendiamo con stupore che in Giunta vuole aumentare questa imposta e applicarla ancora, senza dimenticare che vorrebbero introdurre anche la tassa di soggiorno. Il Comune non fa altro che prelevare dai cittadini, anzichè concentrarsi sul “sommerso” di chi non paga le utenze. Possibile che non si riesca ad intervenire, invece sul “parassitismo” di consulenze varie e spese fuori controllo? Il bilancio del comune supera i 30 milioni ma evidentemente la macchina comunale più incassa e più spende. Noi industriali dell’ospitalità siamo sempre stati collaborativi ma non possiamo impiccare le aziende”.

“Il turismo – continua De Luca – sta avendo una leggera ripresa ma non significa che aumenterà il fatturato, perchè abbiamo dovuto fare delle promozioni e abbassare i prezzi, e non siamo competitivi sui mercati. A quelli che non hanno pagato la prima rata Imu come si possono chiedere altri soldi? Stiamo arrivando, ormai, al 70% della pressione fiscale. L’Amministrazione smetta di soffocare le aziende. Perchè non guardano i bilanci o vogliono che li portiamo in Comune, così potranno rendersi conto che le aziende hanno i conti in rosso? Siamo tutti concordi nel dover fare comune contro la crisi e vorremmo che anzi la crisi non ci fosse più: ma non è stangando gli operatori economici che si risolvono i problemi”.

Sulla stessa linea di De Luca anche il presidente dell’Associazione Imprenditori per Taormina, Franco Parisi.

“Il Comune trovi delle soluzioni alternative – spiega Parisi -. Siamo consapevoli che ci sono difficoltà di bilancio ma non si può pensare di risolvere tutto aumentando la pressione sugli imprenditori e i commercianti. I cittadini vivono un momento delicato e c’è chi non ha potuto pagare nemmeno la prima rata Imu: non è pensabile che debbano essere le attività produttive ed il taorminese, con le proprie tasche, a ripianare il debito comunale. In un momento particolare, nel quale stiamo cercando di difenderci dalla crisi, ci preoccupa l’ipotesi di un aumento dell’aliquota Imu. A notro avviso l’Amministrazione comunale farebbe bene ad attingere al patrimonio, procedendo alla vendita di qualche bene inutilizzato”.

© Riproduzione Riservata

Commenti