Il vicepresidente della multinazionale americana “General Electric” percepirà un milione di dollari all’anno per non farsi assumere da un’altra azienda

John Krenicki

Ti pago, ma non devi lavorare. Ti riempio di soldi, ma non azzardarti a farti assumere da qualcuno. A chi non piacerebbe sentirsi dire dal proprio capo parole del genere?

A John Krenicki, vicepresidente (ancora per poco) della General Electric, questo colpo di fortuna è accaduto davvero.

La sua azienda gli ha proposto di firmare un accordo per il quale, quando a fine 2012 lascerà la sua poltrona di top manager, riceverà 89.000 dollari al mese fino al 2022. Ma a una condizione: non accettare nessuna offerta di lavoro da parte di un’impresa concorrente alla General Electric, per almeno tre anni e in nessun angolo del pianeta.

In pratica, a soli 50 anni e dopo 29 anni di carriera in General Electric, Krenicki si è assicurato una “pensione” da 1 milione di dollari all’anno per almeno dieci anni. Questa clausola aurea fa parte di una maxi-liquidazione che li consentirà di incassare subito dei sostanziosi premi (sotto forma di azioni della GE), che in principio dovevano essergli attribuiti tra il 2012 e il 2014. Ma non finisce qui: pur di mantenerlo nell’orbita General Electric, l’azienda gli ha garantito la possibilità di ricevere un piano pensionistico supplementare quando avrà compiuto 60 anni.

Fatti due conti – come sostiene Mark Reilly, dirigente dell’agenzia di risorse umane Verisight – la liquidazione di Krenicki varrà nel complesso 28,3 milioni di dollari. In questa cifra vanno incluse infatti le stock option che gli spettano (14,8 milioni) e tutta una serie di bonus milionari.

Il prossimo ex-vicepresidente della GE non se ne starà però con le mani in mano. L’accordo prevede infatti che Krenicki non può prestare servizio per concorrenti ma non per imprese che nulla hanno a che fare con il settore in cui opera General Electric. Così, dal momento che i soldi non bastano mai, il top manager ha accettato di diventare socio “senior” del fondo di private equity Clayton, Dubilier & Rice a partire dal gennaio 2013: questo significa che i suoi ex datori di lavoro si sono premurati anche di trovargli un nuovo impiego. A partire dall’anno prossimo, Krenicki si occuperà quindi di gestire gli affari oltreoceano delle aziende gestite dal fondo.

Il generoso vitalizio offerto a Krenicki fa parte di un programma della GE chiamato “pensionamento per il bene dell’azienda”. Tuttavia, c’è chi non ha digerito la buonuscita milionaria offerta al top manager, a partire dagli azionisti e dai cosiddetti shareholder della multinazionale. Oltre, ovviamente, a scatenare l’indignazione dell’opinione pubblica americana.

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