L’assicurazione non vuole risarcire le studentesse: “ustioni sono soltanto ripercussioni di tipo estetico”

la ricostruzione della tragedia di Brindisi

“I segni permanenti che alcune ragazze della scuola Morvillo di Brindisi hanno subito per le ustioni riportate nell’attentato sono considerati dalla compagnia assicurativa dell’istituto soltanto ripercussioni di tipo estetico”.

Lo rende noto l’avvocato Mauro Resta, che assiste le famiglie di alcune delle studentesse ferite nell’attentato.

“I danni – spiega il legale – non sono quindi risarcibili”. “In questi giorni sono in corso le visite medico legali per stabilire l’entità delle conseguenze fisiche riportate dalle ferite. Ci hanno fatto già sapere, però, che le ustioni non verranno inserite nel computo dei danni da liquidare”.

Del resto la polizza assicurativa è stata stipulata in tempi non sospetti, si tratta di una firma di routine, apposta in calce a un contratto quando nessuno poteva immaginare che nella scuola dovesse verificarsi un’esplosione così violenta da uccidere una 16enne, Melissa Bassi, e ferire almeno altre nove persone, cinque delle quali hanno trascorso un lungo periodo di degenza in ospedale. Se per via delle lesioni da ustione riportate viene rilevata una menomazione, spiega il legale, allora si tratta di “danni funzionali” per cui è prevista la liquidazione. Diversamente no, sono “danni estetici” e allora non si tratta a tutti gli effetti di un infortunio.

La compagnia assicurativa scelta dalla scuola Morvillo ha da subito fornito disponibilità a liquidare in fretta gli importi che andavano stabiliti al termine di una perizia medico-legale. “Abbiamo apprezzato – spiega Resta – ma abbiamo dovuto arrenderci poi all’evidenza dei fatti, riportata peraltro nel testo del contratto”. “Sono segni permanenti quelli che queste ragazze portano sulla propria pelle per via delle gravissime ustioni subite – aggiunge il legale – e non è possibile che non le si consideri come una mutilazione”.

Un aiuto economico è stato garantito agli studenti feriti dalla Regione Puglia che ha fatto sapere che chiederà alla Procura la lista completa delle parti offese per sostenere le famiglie che devono ora pagare cure costosissime. Le pomate che servono alle ragazze, ad esempio, sono considerate cosmetici e quindi non è prevista alcuna esenzione.

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