Il premier non ha intenzione di andarsene: “la Germania però sia più flessibile. E’ ancora possibile salvare Euro”

Mario Monti

Se tutto va secondo i piani resterò in carica fino aprile 2013 e spero che per allora avrò potuto salvare l’Italia dalla rovina finanziaria»: lo ha detto Mario Monti in unintervista concessa allo Spiegel, precisando che la sua azione conta sul «sostegno morale di alcuni amici amici Ue, Germania in testa: sostegno morale e non finanziario».

Intanto, con un comunicato congiunto, la Troika (Ue-Fmi-Bce), ha giusicato produttivi i colloqui con il governo greco, annunciando che si è giunti all’intesa che le autorità di Atene si impegnino a «intensificare gli sforzi per raggiungere gli obiettivi», procedendo «con determinazione» nel lavoro entro il mese di settembre.

I colloqui con il governo greco sono stati «produttivi» e si è giunti all’intesa che le autorità di Atene si impegnino a «intensificare gli sforzi per raggiungere gli obiettivi», procedendo «con determinazione» nel lavoro entro il mese di settembre: questa, in sintesi, la nota congiunta della Troika (Ue-Fmi-Bce). «I team della Commissione europea, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale – recita il comunicato – hanno concluso oggi una visita in Grecia per discutere con le nuove autorità le politiche economiche necessarie per ripristinare la crescita e la competitività, garantire una posizione fiscale sostenibile, e sostenere la fiducia nel sistema finanziario in linea con gli obiettivi del programma di aggiustamento economico che viene sostenuto dalle tre istituzioni. Le discussioni sulla realizzazione del programma sono state produttive e c’è stato un accordo globale sulla necessità di intensificare gli sforzi politici per raggiungere gli obiettivi. Le autorità greche si sono impegnate a procedere con determinazione nel loro lavoro entro il prossimo mese, e la Troika prevede di tornare ad Atene all’inizio di settembre per continuare le discussioni».

«Se la Germania e altri Stati hanno interesse che l’attuale politica in Italia abbia un futuro – ha detto Monti nell’intervista – dovrebbero lasciare più margini di flessibilità a quei Paesi dell’Eurozona che si attengono con maggior precisione alle indicazioni europee».

«E’ sicuramente ancora possibile evitare una rottura dell’eurozona, ma questa possibilità non cade certamente dal cielo» ha detto il premier.

Secondo Monti, anche se in relazione alla Grecia resta un certo rischio, «dopo una lunga preparazione, al recente vertice di Bruxelles di fine giugno abbiamo raggiunto complessivamente buoni risultati, che dovrebbero permettere ai mercati di avere uno sguardo migliore su quanto sia realmente solida l’eurozona».

«Le preoccupazioni tedesche e del nord Europa sul fatto che gli aiuti della Bce ai Paesi deboli dell’eurozona possano rallentare i processi di riforme e risanamento sono infondate – ha detto il premier all’intervistatore dello Spiegel – Se lei leggesse le condizioni poste dai fondi salva-Stati europei o anche solo le dichiarazioni della Bce dello scorso giovedì, ammetterebbe che tali preoccupazioni sono infondate».

«L’Italia ha dato aiuti alla Ue, ma non ne ha mai usufruito» ha detto Monti, spiegando che «il nostro debito pubblico quest’anno ha raggiunto il 123,4% del pil. Senza i contributi (per i fondi salva-Stati e i prestiti concessi ai Paesi in crisi) saremmo al 120,3%. Sono sicuro che la maggior parte dei tedeschi provino una simpatia istintiva per l’Italia, come anche gli italiani ammirano i tedeschi per le loro molte qualità. Ma ho l’impressione che la maggioranza dei tedeschi crede che l’Italia abbia già ricevuto aiuti finanziari dalla Germania o dall’Unione europea. Il che semplicemente non è vero. Non un solo euro ha ricevuto l’Italia». A differenza delle banche italiane, gli istituti di credito francesi e tedeschi si sono avvantaggiati degli aiuti dei rispettivi governi concessi alla Grecia. «Considerato ciò non solo l’Italia non ha ottenuto aiuti, ma, se si considera il ritorno netto nel proprio Paese, ha dato più della Francia o della Germania».

«Gli alti tassi d’interesse che l’Italia deve pagare sui titoli di Stato sovvenzionano i bassi tassi tedeschi – ha detto il premier – Su tale condizione pesa sicuramente «il rischio di una frantumazione dell’Eurozona. Senza questo rischio i tassi d’interesse per i titoli di Stato tedeschi sarebbero anche un po’ più alti».

«Nei mesi scorsi mi ha molto preoccupato, e l’ho raccontato alla cancelliera Merkel, il crescente risentimento del Parlamento italiano contro l’Europa, contro l’euro e contro i tedeschi» ha detto Monti, ribadendo i timori che l’euro diventi un fattore disgregante. «Se avessi dovuto tenere in considerazione le posizioni del Parlamento italiano, dal quale avevo avuto indicazioni di far passare gli eurobond – ha detto Monti – non avrei dovuto dare il consenso italiano nell’ultimo consiglio europeo di fine giugno.Ogni governo ha il dovere di guidare il proprio Parlamento, anche perché se i governi seguissero esclusivamente le decisioni dei parlamenti la rottura dell’Europa sarebbe più probabile della sua integrazione. Se la moneta unica diventa un fattore disgregante, allora i fondamenti del progetto di Europa sono distrutti. Le tensioni che hanno accompagnato negli ultimi anni l’eurozona recano già i tratti di una dissoluzione psicologica dell’Europa. Dobbiamo lavorare duramente per arginare questa tendenza. Se paragonassi l’Europa a una cattedrale, l’euro sarebbe finora la sua guglia più perfetta. Se la moneta unica «diventasse un fattore disgregante, allora i fondamenti del progetto di Europa sarebbero distrutti. Per questo il compito più urgente di un capo di Stato è quello di chiarire ai suoi concittadini la situazione reale dell’eurozona e non di cedere ai vecchi pregiudizi».

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