Il nuovo segretario della Lega pensa a un accordo con l’economista per superare lo scoglio delle 35 mila firme

Oscar Giannino

Il Pdl continua a sostenere Mario Monti? Roberto Maroni cerca alleati altrove. Il segretario leghista, stando a quanto riferito da Libero, ha avviato i contatti con Oscar Giannino. Non si è parlato di possibili programmi, l’economista d’altronde ha appena preparato il suo manifesto ma non ha ancora deciso se candidarsi.

Il feeling tra i due, però, c’è e un accordo è un’ipotesi concreta. Magari sulla falsariga di quanto fatto a Verona da Flavio Tosi in occasione delle amministrative, che il Sindaco più amato dagli italiani non avrebbe vinto senza l’appoggio di altre liste e formazioni civiche.

I dubbi sull’asse Maroni-Giannino, però, non mancano. La posizione di Bobo – a differenza di quella dell’economista – non è iper-liberista. Per esempio, l’ex ministro vorrebbe salvaguardare i patrimoni della Lega, lasciando ai privati la gestione di risorse primarie come acqua e trasporti. Così facendo, per Maroni, sarebbe difficile intraprendere iniziative a favore delle classe sociali più deboli, perché non produrrebbero utili.

Se i benefici derivanti da un eventuale accordo per la Lega, dunque, sarebbero tutti da valutare, Giannino da parte sua risolverebbe in gran parte il problema di come raccogliere firme.

Ne servono 5 mila per ogni circoscrizione elettorale: due in Piemonte e in Veneto, tre in Lombardia. In totale, l’economista deve mettere insieme 35 mila firme solo al Nord. Ecco allora che il biglietto da visita della Lega potrebbe essere d’aiuto.

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