Confcommercio: “nel 2012 c’è un crollo verticale a -2,8%. Pil ormai si appresta a raggiungere i minimi storici”

crollano i consumi

Continua il calo dei consumi in Italia. La recessione economica che ha colpito l’Italia li ha affossati, tanto che Confcommercio ha previsto un ribasso del 2,8% per il 2012: si tratta della caduta più forte dagli Anni 30.

La situazione in cui vivono gli italiani è quindi la peggiore del periodo a cavallo tra le due Guerre mondiali, da qui l’allarme del direttore dell’ufficio di Confcommercio, Mariano Bella: «Il Pil sta raggiungendo i suoi minimi storici», ha dichiarato il due agosto, dopo che l’ufficio studi ha rivisto al ribasso le stime sul prodotto interno lordo del 2012.

Il calo è stato previsto del 2,2% per l’anno corrente, una forte botta rispetto alle previsioni dello scorso marzo che si erano attestate intorno al -1,3%.

I picchi negativi, ha spiegato Bella, sono stati raggiunti tra aprile e giugno e vanno riaggiornati tra luglio e settembre. Non solo le tasse hanno raggiunto un livello record (55%), quindi, ma anche i consumi degli italiani hanno subìto una vera e propria flagellata dalla crisi.

Nessuna speranza neanche per il 2013, se Confcommercio aveva previsto inizialmente un pareggio, ora ha stimato una riduzione dello 0,3%.

Tra le province peggiori per il reddito procapite, nel 2011, ha vinto la maglia nera quella di Crotone, seguita da Agrigento e Vibo Valentia. Ha vinto la classifica del valore aggiunto invece Milano, seguito da Bolzano e Bologna.

Tra i settori più colpiti è stato segnalato il commercio al dettaglio che, secondo Bella, «non è mai emerso dalla crisi. Per il 2012 è stato previsto, tra aperture e chiusure, un saldo negativo di oltre 20 mila esercizi, ma forse la stima è ottimistica».

Ed in effetti, secondo le stime che la Cgia di Mestre ha diffuso lo scorso 28 luglio, sono ben 150 mila i negozi a rischio chiusura in Italia.

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