Il leader di Sel apre alla nuova coalizione ma chiude all’ipotesi di una lista unitaria. Divorzio con Di Pietro: “ormai è alla deriva, fa propandismo esasperato”

Vendola e sullo sfondo Bersani

«Il centrosinistra è il soggetto fondante dell’alternativa e non deve aver paura di portare con sè chi intende arricchire il suo orizzonte se l’agenda ha al centro i diritti sociali e civili. Io non pongo veti a nessuno». Nichi Vendola, dopo l’incontro al Pd con Pier Luigi Bersani, si dice disponibile al patto con l’Udc.

«Sel è disponibile ad essere un soggetto fondatore al pari del Pd di un polo della speranza per costruire l’alternativa a 30 anni di iberismo che hanno portato l’Italia in grande crisi». Nichi Vendola smentisce però come l’ipotesi di una lista unica Pd-Sel.

«Con Bersani abbiamo discusso a lungo dei contenuti della carta di intenti – spiega Vendola – e tra qualche ora ci sarà un documento di Sel che vuole interloquire nel merito dei temi. A Bersani ho sottolineato la necessità di una rottura molto più limpida con politiche di liberismo che hanno segnato 30 anni e portato l’Italia in una condizione di grande crisi». Per il leader di Sel «è necessario costruire un polo della speranza, una coalizione del futuro per offrire una prospettiva alle giovani generazioni a partire da un piano straordinario del lavoro».

Il governatore pugliese sostiene la necessità «di una coalizione larga e plurale per essere un credibile punto di svolta». Vendola non crede però nella aggregazione di Pd e Sel in una lista unica: «ho fondato un partito e sono molto orgoglioso di rappresentare un punto di vista molto critico verso il liberismo. La reductio ad unum non è un vantaggio».

«L’Idv non sta mostrando interesse» per la costruzione di un’alleanza di centrosinistra. Lo dice Nichi Vendola al termine dell’incontro con Pier Luigi Bersani: «il propagandismo esasperato di Di Pietro lo sta portando alla deriva».

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=UwIrmIeAAjY[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti