Dopo l’agosto nero 2011, anche questo anno non manca il timore di nuovi “agguati estivi” alla nostra economia

l’Italia con il cappio

La speculazione non va in vacanza ad agosto: non lascia ma, eventualmente, raddoppia.

I timori su un attacco speculativo ai titoli di Stato italiani nel bel mezzo della caldana non mancano. Soprattutto ripensando al 2011 quando tra luglio e agosto cominciò l’attacco speculativo che portò nella vita degli italiani lo spread, con annessi livelli stellari, facendo impennare in poco tempo i rendimenti dei Btp – ma al contempo li sciolse dal legame politico con il governo Berlusconi, in autunno. E a distanza di 12 mesi, la paura continua, in un clima quasi da guerra, già palesatosi a metà mese, quando, con la nomina di Vittorio Grilli all’economia, è stato parimenti istituito un gabinetto di crisi da convocare un attimo prima del baratro.

L’estate italiana si annuncia rovente all’interno di una congiuntura classicamente negativa, allorché per la Borsa, agosto è storicamente il mese più delicato. Ma tanto più in un momento in cui, al netto delle dichiarazioni sull’impossibilità che un singolo Paese possa chiamarsi fuori, sono in molti a credere che con una spallata della speculazione si possa sfaldare l’eurozona, con l’uscita della Grecia dall’euro e il bailout di Spagna e Italia, stile Grecia, Irlanda e Portogallo.

Per l’Italia, insomma, agosto si profila come un mese delicatissimo, in cui si dovrebbero intensificare gli attacchi. Di certo, non aiuta lo slittamento a dopo l’estate dell’Esm, il fondo permanente salva Stati, nell’attesa del giudizio della Corte costituzionale tedesca. Utilizzato per comprare i titoli pubblici dei Paesi in difficoltà, avrebbe aiutato a tenere basso lo spread con i Bund tedeschi. Se le turbolenze dei mercati si abbattono ciclicamente ad agosto, per l’Italia il timore è doppio, alla luce degli sforzi fatti che però non sembrano essere premiati dai mercati. Il rischio della bocciatura agostana è grande ma purtroppo si accompagna anche all’idea che l’Italia possa essere il bersaglio grosso o la leva per scardinare complessivamente il sistema.

E se ad agosto la speculazione sembra più alla portata di mano, sarà anche per il clima generale, che vede meno operatori presenti (di solito in vacanza più del 40% di essi) e una certa mancanza di contrappesi al movimento di pochi fondi che muovono volumi importanti. Attitudine che in passato ha spinto molti operatori ad abbassare la guardia, ma che, memori del precedente storico del 2011, porta a un clima di grandissima attenzione e forte reattività nelle tesorerie e nei board dei grandi gruppi.

Trecentosessantacinque giorni non sono però passati invano, per tutto il sistema, per le banche, secondo alcuni meno vulnerabili, ma anche in virtù di qualche segnale politico, che pure c’è stato: ad esempio, l’intesa dello scorso 28 giugno su un pacchetto di misure volto a promuovere un meccanismo anti-spread e la ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del fondo europeo salva Stati. La politica insomma gioca un ruolo decisivo, in un momento in cui non sono ammessi tentennamenti ma solo accelerazioni di fronte a coloro che vorranno speculare. A Bruxelles, nessuno abbassa la guardia: la Commissione resta al lavoro, pronta a reagire, guardando all’autunno e alle iniziative da prendere per assicurare maggiore stabilità ai mercati. Deve passare la nottata, insomma. E anche il caldo.

© Riproduzione Riservata

Commenti