L’ex manager dei vip esce per motivi di salute: era dietro le sbarre dal 20 giugno 2011 per bancarotta. Il giudice ha accolto la richiesta di misura alternativa

Lele Mora

Fuori dal carcere per motivi di salute. Così Lele Mora, con 50 chili in meno e la depressione, ha lasciato quella cella in cui era rinchiuso dal 20 giugno del 2011 quando venne arrestato per bancarotta per il fallimento della LM management, la società che da cuoco e parrucchiere l’ha portato alla ribalta delle cronache del “bel mondo”.

Un “bel mondo” fatto di veline e show-girl, di banchieri, imprenditori, giornalisti e politici, compreso l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che hanno sfilato alle mega-feste al Billionaire, il locale in Costa Smeralda che, un’estate dopo l’altra, è stato il teatro delle serate dei vip.

A rimettere in libertà l’ex talent scout, condannato definitivamente a quattro anni e tre mesi di reclusione, è stato il giudice del Tribunale di Sorveglianza di Milano Roberta Cossia.
Il magistrato, a meno di 24 ore dal colloquio avuto con lui a Opera, ha accolto l’istanza di scarcerazione con sospensione dell’esecuzione della pena formulata in base alle legge Simeone presentata contestualmente a quella di affidamento in prova ai servizi sociali dai legali di Mora, Gianluca Maris e Nicola Avanzi.

Il provvedimento è arrivato quasi a sorpresa e che prelude al beneficio alternativo alla detenzione richiesto e che dovrebbe essere concesso nelle prossime settimane. Oltre a non essere più in grado di reiterare il reato e a essersi assunto ogni responsabilità degli illeciti commessi, che ha attribuito «a un modo di vivere – come ha scritto lo stesso talent scout nella sua istanza – e a un mondo di cui io stesso sono stato, alla fine, vittima», a pesare sulla scarcerazione di Mora, che è ritornato a riabbracciare i figli Mirko e Diana (che hanno fatto sapere che il padre sta un po’ meglio), è stato il parere di un medico di parte sul suo stato di salute.

Parere condiviso dal giudice Cossia che ha messo in luce «una situazione di evidente compromissione delle condizioni sia fisiche», in quanto dal giorno del suo arresto ha perso 50 chili, «sia soprattutto psicologiche» a causa di una depressione che di giorno in giorno si è aggravata.

Insomma, «severe» patologie che, ha riportato il magistrato nel suo provvedimento, non possono «non essere compromesse dalla situazione di indubbio stress emozionale rappresentato dalla prosecuzione della detenzione carceraria» e per le quali c’è bisogno di cure specialistiche adeguate «in un ambiente idoneo».

Accanto a ciò, la decisione di rimettere in libertà l’ex agente dei vip, tra l’altro imputato con Emilio Fede e Nicole Minetti nel processo milanese sul caso Ruby, è arrivata anche perché martedì 31 luglio, durante un colloquio con il magistrato, Mora ha garantito di voler predisporre, come prevede la legge in caso di reati finanziari, un piano di risarcimento dei creditori.

La prossima tappa è l’affidamento in prova, magari come volontario in una delle strutture della comunità Exodus di Don Mazzi, come vorrebbe l’ex agente dei vip, proprio «per cambiare vita» e cancellare il passato con cui, come va ripetendo da molto tempo, ha chiuso.

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