Nonostante le polemiche, i parlamentari “latitano”. Nella casta c’è addirittura chi ha votato solo 2 volte

la casta continua a speculare

Nemmeno nei primi mesi di quest’anno i deputati hanno brillato per costanza di presenza in aula. Si può dire anzi che la vergogna dei parlamentari “fantasmi” continua.

La classifica arriva dai tabulati della Camera – rielaborati dall’agenzia stampa Dire – che il Corriere della Sera rende pubblica. La maglia nera va a Silvio Berlusconi, con due sole votazioni all’attivo, e al suo avvocato Niccolò Ghedini con appena una su 1.026 votazioni totali da gennaio a giugno. Il governo Monti ha visto un drastico calo delle presenze, con punte del 20,05%, come se un quinto dei deputati non si fosse mai presentato a votare per tutto il primo semestre.

I più fannulloni in assoluto sono i parlamentari di Popolo e territorio, nati sotto il nome di I Responsabili e finiti a disertare l’aula 33,7 volte su 100. Nomen omen? In questo caso si direbbe di no. Al secondo posto si piazza il Gruppo misto col 30% di assenze, seguono i finiani (25%), Pdl (22,8%) e Lega Nord con “solo” il 14,4% di assenteisti, nonostante gli scandali e i cambi al vertice del partito. Tutti gli altri si collocano in zona neutra (troppe assenze rispetto al ruolo ricoperto e allo stipendio percepito, ma pur sempre poche rispetto agli altri): Udc può vantare il 13%, Idv il 12% e il Pd è ufficialmente il partito più virtuoso con il 9,5% di assenze. Il picco di assenteisti si percepisce però con l’arrivo della bella stagione: nel solo mese di maggio sono molti i deputati che hanno toccato quota 100% in fatto di incostanza.

Tra gli altri compaiono Silvio Berlusconi, Ignazio La Russa, Niccolò Ghedini, Simone Di Cagno Abbrescia, del Pdl. Ma anche Umberto Bossi e Marco Reguzzoni della Lega, e Gianfranco Micciché del Gruppo misto. I casi più eclatanti sfoggiano il marchio Pdl e statistiche imbarazzanti: Denis Verdini (99,24% di assenze), l’ex ministro del turismo e attivista animalista Michela Vittoria Brambilla (98,10%), l’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti (97,34%), Vincenzo Barba e Maria Rosaria Rossi (96,20%), Antonio Angelucci (93,16%).

La buona notizia è che viene applicata una penale per tutte le assenze. Lo spiega in un’intervista a Repubblica Mario Pepe, deputato in forza al Gruppo misto ed ex Pdl: “Noi prendiamo 4mila, 4mila e 4mila. Per indennità, spese di diaria e rapporti col collegio che ormai sono i soldi per gli assistenti. E se non risulta che li paghi gli assistenti o che li utilizzi, quei soldi non si prendono.

Per di più ci sono 300 euro di penalizzazione per ogni volta che non si va in aula e 100 euro per chi non partecipa alle sedute della commissione di cui fa parte. Insomma, gli assenteisti vengono penalizzati”. Poi accenna ad una lamentela sulla mancanza di ferie: “Ormai le ferie non esistono più. E forse è giusto così. Io per esempio quest’anno rimarrò a Roma, farò weekend lunghi, al massimo. Ma resto qui, non ho prenotato nulla”. “Welcome to my world”, direbbe Elvis Presley.

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