Incendio di sterpaglie nella zona nord della capitale, pioggia di cenere anche in centro. Salvo il futuro parco

in fiamme la collina di Monte Ciocci
in fiamme la collina di Monte Ciocci

E’ cominciato tutto da piazza Bergamini. E’ iniziato tutto con dei ragazzini che scappavano. Qualcuno li ha visti, dopo aver sentito il rumore dei petardi esplosi.

Le fiamme viaggiano veloci nella serata di Monte Ciocci, a Roma. Il fuoco ha cinto d’assedio la fiancata la collina.

I cittadini per strada, tutti aggrappati al telefono, tutti a comporre quelle tre dannate cifre:1-1-5.

Nessuno risponde, nessuno interviene. E l’incendio viaggia veloce sulle sterpaglie che facilmente prendono fuoco, verso Via Anastasio II e dalle pendici sta raggiungendo la parte alta del Monte, forse ha già raggiunto le nuove alberature piantate nel futuro Parco. Forse hanno già preso fuoco, le fiamme sono altissime, stiamo perdendo il nostro Parco! E’ il pensiero di tutti.

Finalmente intervengono gli elicotteri, che poi misteriosamente, dopo pochi lanci spariscono. Arriva qualche autobotte, qualche camion cisterna ma l’impressione è di una grande disorganizzazione. Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Polizia Municipale. C’erano tutti, mentre l’incendio avanzava.

Con una telefonata al consigliere del Municipio Antonella Pollicita abbiamo allertato il direttore del Dipartimento competente per il Progetto di Parco, il presidente del Municipio e l’assessore all’Ambiente, i quali hanno rapidamente attivato i loro contatti diretti con Comune Regione e Protezione Civile. E la situazione torna sotto controllo.

Quando tutto è terminato, la telefonata più attesa. Il responsabile del cantiere, che era sul posto ed è riuscitoa coordinare un minimo gli interventi, ci ha potuto rassicurarci sullo scampato pericolo per l’Area già riqualificata del Parco, e della risalita da via Anastasio II appena lambita dalle fiamme. Il nostro Parco è salvo.

Non è il momento delle polemiche ma crediamo che i proprietari privati della scarpata a ridosso di via Simone Simoni dovranno in qualche misura rispondere della mancata manutenzione di quell’area che, nonostante le proteste e le segnalazioni di cittadini ed istituzioni, continuava ad essere ricoperta di tutte le sterpaglie. E’ questo il motivo per cui l’incendio si è propagato tanto rapidamente e ha rischiato di distruggere anni di lotte, di impegno e di passione.

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