Curiosità e preoccupazione del presidente americano, che chiede all’ambasciatore: “è vero che si ricandida?”

Barack Obama e Silvio Berlusconi

Una domanda che è tutto un programma. Attraverso l’ambasciatore americano in Italia, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avrebbe chiesto: “ma davvero torna in campo Berlusconi?”.

 Secondo Repubblica l’ex premier è stato convocato a Villa Taverna, residenza romana di David Thorne, venerdì all’ora di pranzo. Berlusconi si è presentato con Gianni Letta. Thorne, senza molti preamboli, arriva dritto al sodo e pone la domanda che molte cancellerie, non solo quella americana, si pongono da tempo.

Ma davvero si ricandida? Domanda probabilmente fatta con un misto di stupore, incredulità e preoccupazione. Nei documenti svelati da Wikileaks, risalenti al 2010, la diplomazia americana in Italia faceva del Cavaliere un ritratto impietoso: “Inetto, vanitoso, incapace”. “Frequenti lunghe nottate e l’inclinazione ai party significano che non si risposa a sufficienza”. Senza tralasciare la prima, clamorosa, gaffe di Berlusconi che inaugurò il rapporto non proprio cordiale con l’attuale inquilino della Casa Bianca, definito “bello, giovane e abbronzato”.

A domanda diretta Berlusconi ha temporeggiato: “Sarei tentato, sono i sondaggi a spingermi in quella direzione – avrebbe detto secondo Repubblica – tuttavia sarebbe una scelta forzata. Sto cercando della valide alternative, ma non è facile”. Che stia temporeggiando o se sia convinto di tornare in campo, il dubbio ancora non è sciolto. A novembre negli Usa si vota. Obama corre per il secondo mandato. La crisi economica è tutt’altro che risolta e soprattutto ha proporzioni globali, con gli Usa sempre più a stretto contatto con l’Europa e, anche, l’Italia. Ecco perché a Obama preme sapere se, in caso di rielezione, si ritroverà a domandarsi: “Ma davvero Berlusconi si ricandida?”.

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