Il “re della pasta” probabile candidato del Movimento 5 Stelle per il 2013. Di Pietro lancia De Magistris contro Bersani. Ma c’è anche chi sogna un patto per Monti-bis

Guido Barilla

Per scongiurare il pericolo di un nuovo exploit di Berlusconi serve un volto nuovo: facile a dirsi, più difficile da realizzarsi nei fatti. Lo sa bene Beppe Grillo che si prepara a tirare fuori il suo “asso nella manica”.

A far esplodere la “bomba” è Dagospia, che spesso e volentieri in questi retroscena ci azzecca. Lo “spifferissimo” corre veloce sulla Napoli-Roma: per la candidatura a premier il Movimento 5 Stelle starebbe pensando a Guido Barilla, il presidente della multinazionale della pasta.

La famiglia Barilla – come riportato daDagospia -, dopo gli scazzi degli anni in cui Grillo attaccava a tutto spiano l’azienda durante i suoi spettacoli, è ora in ottimi rapporti con il sindaco grillino di Parma Federico Pizzarotti, che pochi giorni fa ha fatto visita in pompa e magna allo stabilimento di Pedrignano, accolto da Guido, Luca e Paolo Barilla. Grillo non può (e in ogni caso non vuole) candidarsi in prima persona e Barilla potrebbe rappresentare l’alternativa ai “soliti” volti noti.

La famigerata lista civica nazionale ormai fa gola a tutti. E così pure Luigi De Magistris sgomita per mantenere la prima fila di un partito che vorrebbe si chiamasse “Movimento Arancione – Lista Civica Nazionale” per mettere il timbro sulla marmellata formata da sindaci, fuoriusciti dall’Idv in guerra con Di Pietro, Fiom e movimenti vari. Scudieri fedelissimi di Pierluigi Bersani, i “listini” sognano un’alleanza Pd-Udc-Vendola-Arancioni.

Negli ultimi giorni De Magistris ha incontrato uno dopo l’altro Di Pietro, Vendola e Bersani, proprio per “promuovere” la Lista Civica Nazionale e se stesso. Risultato delle consultazioni? “Eccellente” l’incontro con Culatello; “Buon viso a cattivo gioco” di Vendola e “rottura totale” con Di Pietro, a quanto afferma una fonte diretta. E allora?

E allora il sogno nel cassetto di De Magistris è quello di emulare in tutto e per tutto “l’amico ritrovato” Antonio Bassolino, che fu contemporaneamente sindaco di Napoli e Ministro del Lavoro nel Governo D’Alema nel 1998; un’esperienza interrotta dall’omicidio di Massimo D’Antona, una tragedia che ha segnato per sempre Bassolino. E’ questo che De Magistris ha chiesto a Bersani, e questo Bersani gli ha promesso. Ma c’è un ma.

A quanto pare, il primo cittadino di Napoli ha fatto i conti senza l’ostia (democristiana): l’Udc ha in mente tutta un’altra scena, ovvero una coalizione Pdl, Pd e Casini(sti) con Monti riconfermato con un mandato di due anni per “continuare ad affrontare l’emergenza”. Per raggiungere questo obiettivo si può anche lasciare la legge elettorale così come sta.

“L’idea – rivela una fonte diretta – è lasciare questa legge elettorale, trovando di volta in volta qualche disaccordo di facciata che impedisca di cambiarla. Con questa legge infatti al Senato sarebbe quasi certa quella tanto sospirata ingovernabilità che porterebbe a una grande coalizione e al Monti-bis…”. Non solo: “Casini, dipendesse da lui, si presenterebbe già alle elezioni con un’alleanza Pdl, Udc e Pd. Berlusconi è d’accordo, Bersani frena….”.

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