Il segretario Pd: “bleffare sulla riforma della legge elettorale sarebbe un atto di rottura irrimediabile”

Pierluigi Bersani

«Con un colpo di mano da parte del Pdl, la rottura è irrimediabile». Così Pier Luigi Bersani attacca l’annuncio del Pdl di andare avanti anche a maggioranza sulla riforma della legge elettorale.

«Sarebbe un atto di rottura irrimediabile», prosegue Bersani. «Come si vede anche dalle dichiarazioni del presidente del Senato Schifani, il Pdl sulla legge elettorale oscilla tra pratiche dilatorie ormai estenuanti e la suggestione di un colpo di mano in Parlamento», sottolinea il segretario del Pd. «Quanto alla ipotesi del colpo di mano, è evidente che se si ripetesse per la legge elettorale quel che si è visto proprio in Senato per la riforma costituzionale, sarebbe un atto di rottura irrimediabile», conclude Bersani.

Sulla legge elettorale «se necessario si proceda a maggioranza», ha detto ieri il presidente del Senato Renato Schifani, in un’intervista al Tg1. «Siamo nelle regole della democrazia – ha sottolineato il presidente di Palazzo Madama parlando della possibilità che la nuova legge elettorale sia approvata a maggioranza rispetto ad un consenso più ampio – anche se questo scenario non mi entusiasma, perché sulle regole serve massimo consenso».

Il segetario del Pdl, Angelino Alfano, ha assicurato che il Pdl cercherà fino all’ultimo momento utile di evitare lo scontro frontale in aula sulla legge elettorale. «Il presidente Napolitano ha tracciato il solco che poi è stato rafforzato dal presidente del Senato: sulla legge elettorale a questo punto si pronunci l’aula. Al contempo voglio ribadire con forza che noi, anche durante l’iter in commissione e il passaggio parlamentare, proveremo a trovare un accordo per evitare che si vada sulla legge elettorale a uno scontro frontale in aula».

«Intanto però – aggiunge Alfano – presentiamo un testo che sarà in misura molto significativa coincidente con quello che è venuto fuori da queste trattative e su alcune questioni sarà differente». I nodi restano l’attribuzione del premio di maggioranza e la modalità di scelta dei parlamentari. Tuttavia, il segretario del Pdl, è ottimista: «Sono ottimista, ma occorre che ormai si vada su testi scritti e depositati in commissione perché la fase di avvicinamento delle posizioni è conclusa. Ecco perché i nostri al Senato presenteranno la prossima settimana questo progetto».

«Noi vogliamo la nuova legge elettorale e la vogliamo subito senza furberie o rinvii. Auspichiamo che sia largamente condivisa tra i partiti che sostengono il governo», ha dichiarato Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc. «La data delle elezioni, che comunque – spiega Casini – potrà variare solo di qualche mese nel calendario temporale, non è di nostra competenza prevederla». «Capisco – conclude – che ci sia chi cerca di inquinare i pozzi, ma non mi sembra il momento giusto per fare giochini».

«Schifani e Alfano giocano ai due compari. Il primo ha preparato la strada chiedendo, in un’intervista al Tg1 di ieri sera, una legge elettorale, anche a maggioranza, il segretario del Pdl oggi annuncia la presentazione di un testo, probabilmente concordato solo con la Lega, per rimettere in piedi la vecchia maggioranza che sosteneva Berlusconi». Lo denuncia il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario. «Un rapporto di causa ed effetto chiaramente preparato a tavolino. La legge elettorale deve essere cambiata per il bene del Paese, non per gli interessi di una parte politica come accadde per il Porcellum. Se così fosse potremmo parlare di golpe bianco, questa volta annunciato in televisione. Nel merito, poi, l’Italia dei Valori è totalmente contraria al premio di maggioranza dato a un solo partito e all’ipotesi che le coalizioni si facciano dopo il voto e non prima», conclude.

Quindi la replica. «Chiunque abbia visto l’intervista al Tg1 sa bene che il Presidente Schifani non ha pronunciato nessuna parola che autorizzi le tendenziose interpretazioni di queste ultime ore». Lo afferma il suo portavoce Eli Benedetti, sottolineando che Schifani si è mosso nel pieno rispetto delle regole della democrazia parlamentare. «Il presidente Schifani non ha pronunciato nessuna parola che autorizzi le tendenziose interpretazioni di queste ultime ore». Schifani, continua, «si è limitato a osservare che, teoricamente, la nuova legge elettorale potrebbe anche essere votata a maggioranza, nel pieno rispetto delle regole della democrazia parlamentare. Fermo restando il dichiarato auspicio che il Parlamento si muova comunque nella più ampia e proficua condivisione».

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