Nella terra degli effetti speciali, il massacro compiuto da James Holmes non figurava tra i “what if” dei creatori dell’immaginario: ma da qualche parte le sparatorie nei cinema erano già delle scene ricorrenti da molto tempo

il killer James Holmes

Se c’é una cosa che gli studio cinematografici di Hollywood sanno eseguire alla perfezione é l’organizzazione e la preparazione. Nulla viene lasciato al caso. Per ciascun film, vari gruppi di esperti analizzano minuziosamente ogni aspetto del progetto e possibili ripieghi.

Per quest’ultimo elemento utilizzano una specie di gioco chiamato “what if” (“cosa fare se”) nel quale vengono immaginati improbabili scenari e sono formulate possibili soluzioni.

Se c’é una cosa che invece Hollywood odia piú di tutto, sono le sorprese. Nessun dirigente o artista vuole avere sorprese, brutte o belle che siano.

Ad Hollywood piace avere il controllo della situazione e non importa se la barca fa acqua o soldi. Immaginatevi quindi il panico e l’esasperazione creatisi ad Hollywood dal massacro in un cinema dello stato del Colorado durante la serata inaugurale del nuovo film su Batman della Warner Bros. “The Dark Knight Rises” (“Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno”).

L’eventualitá di un massacro “vero” non era tra i “what if” dei creatori dell’immaginario, pertanto ha colto Hollywood completamente impreparata e in panico… almeno per le prime 24 ore.

A nessuno era venuto in mente che, secondo il fumetto della DC Comics, i genitori di Batman erano deceduti in seguito ad una sparatoria davanti ad un cinema e che sparatorie nei cinema erano scene ricorrenti nelle varie edizioni del fumetto.

Per gli esperti del “what if” questo elemento doveva far suonare un campanello d’allarme su eventuali imitatori. Erano circa le 00:30 in Colorado all’inizio della strage. Nove minuti
dopo la polizia aveva giá circondato il cinema e aiutava a trasportare le vittime all’ospedale.

Ad Hollywood erano appena passate le 23:35 quando la notizia ha buttato giú dal letto i dirigenti della Warner Bros. che, come molti altri operatori del settore, tradizionalmente si
coricano presto per essere pronti all’alba per analizzare i risultati ai botteghini.

Corsi alla “war room”, dopo le prime ore di panico, hanno deciso di prendere una serie di accorgimenti che, alla fine, hanno aiutato, piuttosto che danneggiato, il botteghino. Per prima cosa la casa produttrice ha eliminato le scene di sparatorie dal trailer di Batman; ha poi ritirato il trailer di un nuovo film, “Gangster Squad”, che prevedeva una scena con dei criminali che sparavano in un cinema.

Poi, ha annunciato che metterá a disposizione delle vittime (12 morti e 59 feriti) una “consistente donazione”. Infine, ha fatto sí che le sale cinematografiche dove si proietta il film di Batman siano sotto la protezione della polizia locale (per evitare gli imitatori del folle gesto).

Ad andare incontro alla Warner Bros. sono state anche le reti e Tv locali che hanno subito rimosso unilateralmente lo spot pubblicitario del film di Batman non appena la notizia dell’eccidio é stata diramata.

Questo ha aiutato Warner Bros. in due modi: primo perché la decisione nella fase di panico non era ancora stata presa dallo studio, e poi perché gli ha fatto risparmiare una somma stimata a quasi 20 milioni di dollari.

Durante il primo fine settimana di proiezione, il nuovo “Batman” ha incassato 161 milioni nei soli Usa e, 5 giorni dopo, 268 milioni in tutti i paesi dove era giá uscito. Non male per un film costato 250 milioni di dollari.

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