Debiti fuori bilancio per 10 milioni di euro, rendiconto approvato in ritardo, transazioni secondo procedure eccezionali anzichè ordinarie: “mancato rispetto dei termini non può trovare alcuna giustificazione”

“A fronte dell’accertata presenza di gravi criticità riscontrate nella gestione di finanziaria dell’ente, si ordina l’adozione delle necessarie misure correttive”.

Così la Corte dei Conti (sezione di controllo per la Regione Sicilia) lancia un duro monito al Comune di Taormina sulla situazione economica di Palazzo dei Giurati. Una nota arrivata da Palermo pone, dunque, un altro campanello d’allarme sui conti dell’ente locale taorminese, dove per altro è già arrivato un commissario ad acta per l’adozione del rendiconto 2011 (approvato in ritardo dalla Giunta il 5 luglio scorso) e un altro ne sta per arrivare per il bilancio di previsione 2012 (non ancora esitato dall’Esecutivo perchè permane un buco da oltre Un milione e mezzo di euro).

“Tardiva – si legge in una dettagliata nota della Corte – è stata anche l’approvazione del rendiconto 2010 avvenuta il 20 settembre 2011, ben oltre la scadenza del 30 aprile stabilita per legge. Il mancato rispetto dei termini non può trovare giustificazione nelle circostanze addotte.

Il rendiconto è il documento con il quale l’Amministrazione dimostra i risultati della gestione trascorsa e costituisce un imprescindibile riferimento per gli eventuali interventi sulla gestione in corso d’esercizio e per la successiva programmazione finanziaria. La Corte non può esimersi dal rilevare l’elevato ammontare dei residui attivi risultanti dal rendiconto 2010 e pari a 36 milioni 546 euro, di cui 4.877 mila euro risalenti ad esercizi anteriori al 2006. La criticità è stata già accertata senza che alla stessa siano seguite adeguate misure correttive.

“L’ente – continua la relazione – deve provvedere alla verifica ed il riaccertamento dei residui attivi e passivi, al fine di evitare il formarsi di avanzi di amministrazione fittizi”. Un avvertimento viene quindi dato su “possibili conseguenze negative nei futuri equilibri di bilancio”. La Corte dei Conti prende atto di quanto dichiarato dall’Amministrazione circa l’avvenuta ricognizione della situazione e la conseguente eliminazione di residui attivi per oltre 4 milioni nel rendiconto 2011, riservandosi di verificarne gli effetti”.

Poi la spinosa questione, definita “particolarmente critica”, della “ingente mole di debiti fuori bilancio”: “Il Comune ha riconosciuto debiti fuori bilancio per euro 2 milioni di euro mentre rimangono da riconoscere ulteriori debiti per 10 milioni 426 mila euro. Tale passività costituisce, di regola, il risultato di una sottostimata previsione delle spese dell’ente, imputabile, per lo più, ad una inadeguata programmazione finanziaria”.

Ed arrivano inoltre paletti sulle transazioni in atto: “Si segnala, come non possa considerarsi legittimo il riconoscimento di debiti fuori bilancio consistenti in spese derivanti da accordi transattivi conclusi dall’Amministrazione. Secondo un indirizzo più volte ribadito dalle Sezione regionali della Corte dei Conti, si deve ritenere che le transazioni, volendo l’ente pervenire a un accordo con la controparte per definire una controversia, devono essere ricondotte alle ordinarie procedure ordinarie di spesa e non alla procedura eccezionale”.

A fronte dell’elevata consistenza di questi debiti ancora da riconoscere “è stato disposto il congelamento del consistente avanzo di amministrazione esistente, finalizzandolo alla copertura della consistenza debitoria, unitamente ad piano di alienazione del patrimonio che il Comune ha l’intento di avviare entro l’anno”.

Ecco la nota integrale trasmessa dalla Corte dei Conti:

 

 

 

© Riproduzione Riservata

Commenti