Molti bookmakers inglesi stanno puntando sul default dell’Italia: per molti di loro sarebbe molto probabile

i bookmakers puntano sul default italiano

Silvio Berlusconi sarà nuovamente premier? Per gli inglesi il suo ritorno è improbabile. A dirlo non sono politologi e studiosi ma i bookmakers, che hanno quotato ben poco il suo successo, con una percentuale che oscilla tra il 22,5 e il 28,5 per cento.

La vittoria del leader del Pdl sarebbe un azzardo per gli inglesi – è proprio il caso di dirlo – visto che è diventata oggetto di scommesse con quotazioni, puntate e tutto ciò che il gioco comprende. Così, visto che la legge lo consente, gli inglesi si sono scatenati e hanno quotato i cavalli vincenti in politica. Le possibilità di scommettere si sprecano. Si va dai prossimi premier al fallimento dell’Italia e dell’Euro.

Le analisi lasciano pochi spazi ai dubbi: alla vigilia dell’ennesimo lunedì nero per le Borse, il futuro per l’economia italiana non è roseo. Stando all’analisi di William Hill, uno dei più noti bookmaker, da fine maggio a oggi le possibilità che l’Italia sia il primo Stato ad abbandonare l’eurozona sono cresciute in modo esponenziale. Infatti, mentre due mesi fa – come riporta “L’Espresso” – scommettere dieci euro sull’uscita dell’Italia avrebbe portato 130 euro in tasca dei giocatori del Regno Unito, oggi le possibilità di vittoria (per chi scommette sul default italiano) sono lievitate dal 7,7 per cento al 12,5.

Percentuali poco rassicuranti se si pensa che le concorrenti Ladbrokes e Paddy Power quotano ancora meno l’addio dell’Italia entro dicembre. La nazione su cui conviene meno scommettere, e che quindi i bookmaker credono uscirà ancora prima della nostra, è la Grecia. Tant’è che Landbrokes aveva deciso di non accettare più puntate che riguardassero la sua permanenza.

Oggi, invece, i giochi sono riaperte, e dopo una lunga serie di revisioni al ribasso della quota il fallimento della Grecia potrebbe portare a guadagnare 2 euro su 10 scommessi. Basse anche le probabilità di salvezza della Spagna (in caso di default la vittoria frutta tra 4 e 5 volte la posta) e l’Italia, appunto, terza della lista di cui si prevede il crollo. Ben diversa la situazione della Germania: gli anglosassoni sono quasi certi che resti aggrappata all’Euro, azzardando una quotazione elevata: per ogni euro puntato, in caso di vittoria del giocatore – e di sconfitta della nazione – se ne otterrebbero 26.

Ciò che lega queste nazioni è evidente: la moneta unica. E la sua tenuta non poteva sfuggire agli scommettitori. L’esistenza stessa dell’euro, per i bookmaker di William Hill, non viene messa in discussione a breve. Fino al 31 dicembre 2015 potrebbe reggere, per poi scomparire lentamente.

Per testare la resistenza della moneta Paddy Power e i bookmaker concorrenti si affidano soprattutto all’analisi politica: lo spettro di un possibile ritorno di Berlusconi e gli attriti nel centrosinistra fanno la loro parte. Senza contare l’incognita del Movimento Cinque Stelle, che cambia costantemente le carte in tavola.

Di certo c’è che Berlusconi, agli occhi degli inglesi, è il meno favorito. Oltre ai confini si punta su Pierluigi Bersani, investimento sicuro – per loro – e senza grossi rischi. Puntare 10 euro sulla sua riuscita ne farebbe intascare al giocatore 16 con Unibet, e 14 con William Hill. La quota potrebbe variare, e molto, in base alle alleanze del Pd. La differenza in questo caso, la farà la presenza di Casini o di Di Pietro. E se la coalizione sarà vincente o perdente, quote alla mano, non interesserà più soltanto gli italiani.

© Riproduzione Riservata

Commenti