Con la nascita del suo nuovo partito Sgarbi ha fatto una promessa a dir poco rivoluzionaria a tutti gli elettori

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi torna in politica alla guida del Partito della Rivoluzione. Lanciato il 14 luglio scorso, anniversario della Presa della Bastiglia, il nuovo ambizioso schieramento creato dal critico d’arte è stato recentemente presentato al Teatro Dal Verme di Milano.

Il Partito della Rivoluzione si pone in aperta polemica con il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, a cui Sgarbi non risparmia commenti decisamente poco amichevoli: “È un peccato che i voti vadano a Grillo, perché lui è il riferimento di una protesta ma l’importante è che quella protesta abbia anche un progetto”, ha esordito, spiegando poi i diversi punti del suo programma politico: innanzitutto vi è l’obiettivo di porre un salario minimo garantito per tutti, già previsto tra l’altro dai grillini che però non specificano l’ammontare esatto. Sgarbi è invece chiaro, affermando l’intenzione di puntare su 1000 euro per tutti.

Inoltre l’intellettuale ferrarese rivolge un punto del programma alle scuole italiane:“Ritarderemo l’orario di apertura degli istituti scolastici – ha affermato -: si andrà in classe alle 10, mentre non ne posso più della patente a punti. La aboliremo”. Inoltre viene anche specificato che il programma prevede l’istituzione del ministero del Tesoro dei Beni Culturali, “per tenere insieme arte, cultura ed economia. L’Italia – ha precisato Sgarbi – deve comprendere che i valori culturali sono valori economici e possono generare benessere”.

Tra le altre intenzioni del nuovo Partito, si parla dell’abolizione delle Regioni, pressione fiscale progressiva fino a un massimo del 35%, doppi prezzi lira-euro e abolizione della normativa anti-riciclaggio che fissa a 1000 euro il tetto massimo di spesa in contanti.

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