Già finanziato il recupero dell’edificio. La Regione ha indetto adesso la gara per la progettazione esecutiva

Palazzo Ciampoli

E’ arrivato finalmente il momento dei lavori di ristrutturazione per Palazzo Ciampoli. Interventi per 2 milioni e 539 mila euro sono stati finanziati dall’Assessorato ai Beni culturali nei mesi scorsi, nell’ambito di un fondo destinato alla valorizzazione, iter conservativo e predisposizione di servizi di accoglienza nei beni di proprietà della Regione.

Nelle scorse ore il Comune ha reo noto sul proprio albo pretorio il bando di gara per la “progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori di consolidamento e restauro di Palazzo Ciampoli”, disposto da Palermo.

L’importo complessivo dell’appalto (compresi gli oneri per la sicurezza ed appunto per la progettazione esecutiva) è di Un milione 449 mila 206 euro; l’importo dei lavori (compresi gli oneri per la sicurezza) è di Un milione 336 mila 920 euro, ed inoltre 51 mila euro per l’attuazione dei piani di sicurezza non soggetti a ribasso; 112 mila euro per il coordinamento della sicurezza e l’assistenza specialistica per le opere di impiantistica. Nel dettaglio, gli interventi posti in agenda riguardano insomma il restuaro e consolidamento e la successiva fase di collocamento degli impianti. Per la progettazione esecutiva la Regione concederà 60 giorni di tempo, a decorrere dall’apposito ordine di servizio che verrà dato dal “Rup”.

Le offerte dovranno essere presentate entro il 5 settembre e l’apertura delle buste avverrà quindi il 10 settembre all’Urega di Messina. Palazzo Ciampoli, sito in centro, a due passi dal Municipio e dal Duomo, è da tanti anni ormai inagibile, in stato di totale abbandono e degrado, ed è una condizione di dissesto ben visibile all’occhio di tanti attoniti turisti. Un sito che potrebbe perfettamente raffigurare lo splendore della Taormina che fu ma invece è diventato nel tempo un esempio tangibile di trascuratezza. E vi è una grande insegna in stile “simil-gotico” del vecchio “Night Club”che finisce nelle foto-ricordo di turisti di tutto il mondo. La Regione, periodicamente, aveva espresso sinora la volontà di procedere ad un restauro, ma solo di recente si è delineata in modo concreto la svolta.

Il recupero di Palazzo Ciampoli, d’altronde, non è più rimandabile perché l’edificio rischia di esser compromesso in modo irreversibile. Non a caso, nell’ambito dell’iniziativa di Legambiente S.O.S. Heritage sui monumenti siciliani a rischio, il Circolo di Taormina-Valle dell’Alcantara dell’ente ambientalista aveva sollecitato il recupero di Palazzo Ciampoli, inserito nella “black-list” dei siti siciliani per lo stato precario di conservazione della struttura.

Palazzo Ciampoli era stato dichiarato monumento nazionale con decreto ministeriale 21 novembre 1911 n. 11, ed è stato espropriato dalla Regione con decreto assessoriale il 05/12/1984 n. 3181 per realizzarvi un Museo etnoantropologico ed è stato posto un vincolo sulla destinazione. In tal senso ci fu, comunque, anche una volontà espressa dal Comune di Taormina con delibera del 13/12/1980, n.399.

Più di recente è stata formulata richiesta dagli uffici dell’assessorato regionale per dare carattere interdisciplinare al Museo Naturalistico di Isolabella (istituito dall’Ars nel 1987) e Palazzo Ciampoli dovrebbe quindi accoglierne in futuro la parte etnoantropologica.

Il Comune aveva invece pensato, nonostante il vincolo, di farne una sede di rappresentanza della casa municipale, essendo anche vicino a Palazzo dei Giurati. Ma l’indirizzo, come detto, sarà museale.

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